Macomer.

Edificio pubblico, strada privata 

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Manca la strada di accesso al nuovo centro intergenerazionale di Macomer. Quella esistente è buia, dissestata, priva di marciapiedi e delle infrastrutture necessarie, soprattutto è ancora di proprietà privata. È la via di accesso alla struttura accanto al viale Pietro Nenni, già Madonna di Bonaria. Un obiettivo ambizioso del Comune intende riqualificare l’immobile in un polo socio-assistenziale con Comunità integrata di 60 posti letto e centro diurno dedicato agli anziani. Lì opera il centro di aggregazione sociale del Comune. L’investimento per i lavori è in circa cinque milioni di euro, mentre la concessione potrà durare da 15 a 50 anni. Il progetto, però, presenta un problema non di poco conto: la stradetta di accesso, che nel progetto del Comune non ha riferimento, risulta in mano ai privati, cioè alla famiglia Albano.

Il problema si presenta con tutta la sua complessità. Si investe tanto, ma non si risolve il nodo dell’accesso, con la regolamentazione della strada che consenta di realizzare un’opera grandiosa, unica in Sardegna. Nel bando del Comune si parla dettagliatamente di posti letto, centro diurno, impianti, lavori e milioni di euro. L’indirizzo è indicato; il modo sicuro per raggiungerlo, no. Come dovrebbero percorrere quella strada sessanta anziani? E come dovrebbero utilizzarla familiari, operatori, ambulanze e mezzi di servizio? La sicurezza degli anziani non può essere considerata un dettaglio da affrontare in un secondo tempo.

Francesco Albano è il proprietario del fondo antistante e dello stradello attraverso il quale si accede all’immobile, area meglio conosciuta come “pineta Albano”, nella quale si trova la struttura. «Ho inviato una pec formale al Comune - spiega Albano - congratulandomi per l’iniziativa, ma sollevando contestualmente la questione dell’accesso. Lo stradello è di mia proprietà e sono naturalmente disponibile ad aprire un tavolo di dialogo con l’amministrazione comunale, nell’interesse della comunità e, soprattutto, dei futuri ospiti anziani. Non è un problema di poco conto. Sono disponibile a cedere quella strada che è comunque una questione che va regolamentata».

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