«È una strada stretta, una trappola per chi la percorre, e infatti sono stati tanti gli incidenti mortali, e tante le persone rimaste invalide a vita». Alle 20 di ieri, il sindaco di Ussana Emidio Contini è in Municipio. Ha trascorso il tardo pomeriggio sul tratto della provinciale 9 dove adesso sorgerà un’altra croce («Una tragedia enorme, la morte di un ragazzo»), e poi è tornato in ufficio. Un rientro deciso giusto per cercare le carte della richiesta di fondi presentata nel 2019 dall’Unione dei Comuni del Basso Campidano nell’ambito del programma di Invitalia, 226 milioni di euro in totale, tre dei quali destinati proprio a mettere in sicurezza questa strada. «I soldi necessari per allargare la carreggiata», spiega Contini che allora era il presidente dell’ente sovracomunale.
È rimasto tutto sulla carta, inutile anche solo sottolinearlo. «Noi avevamo presentato una bozza di progetto, come richiesto dal piano, ma poi tutto si è arenato». La provinciale 9 è rimasta stretta, appena appena meno della vecchia carrettiera. «Eppure è un’arteria fondamentale, che raccoglie tanto del traffico che dal Sarcidano e da parte del Gerrei va verso Sestu e Monserrato. Viene vista, insomma, come una strada che taglia, che riduce i tempi di percorrenza». Una strada che avrebbe meritato ben altre attenzioni, nel nome della sicurezza di chi la percorre. (p.s.)
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