amministrative 2026

È una sfida a tre per portare Quartu nel futuro 

Una coalizione civica per Milia, il centrodestra corre con Porcu, in campo anche l’outsider Matta 

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Tre candidature, tre idee di città e tre diverse prospettive per affrontare le sfide legate ai servizi, allo sviluppo economico, alla valorizzazione del territorio e alla qualità della vita di residenti e (perché no?) turisti. Quartu Sant’Elena si prepara a scegliere il sindaco che guiderà la città nei prossimi cinque anni. E domani e lunedì i cittadini saranno chiamati alle urne per una consultazione che si annuncia significativa per il futuro del terzo centro della Sardegna.

A contendersi la fascia tricolore saranno il sindaco uscente Graziano Milia, che punta forte sulla continuità amministrativa e sul percorso di rilancio avviato negli ultimi anni, Marco Porcu, che propone invece un cambio di passo nella gestione della macchina comunale, e “il terzo incomodo” Roberto “Roby” Matta, che si presenta come interprete di una visione pragmatica fondata sull’esperienza maturata nel mondo del lavoro e dell’impresa.

In carica

Graziano Milia è convinto che il miglior manifesto elettorale sia sotto gli occhi di tutti i quartesi: una città che sta cercando di fare quel salto di qualità (in realtà forse non così lampante per una parte dell’elettorato) e che punta a diventare sempre di più una valida alternativa di vita a Cagliari.

«La coalizione di nove liste che sostiene la mia candidatura intende continuare a lavorare sulla strada tracciata in questi cinque anni: siamo riusciti ad avviare la rinascita che avevamo sognato e le cittadine e i cittadini di Quartu hanno risposto con una mobilitazione senza precedenti, contribuendo sia in modo individuale che collettivo a questo nuovo percorso». Il sindaco uscente lo ribadisce: «Percepiamo grande vivacità del mondo associativo, che con sempre maggiore entusiasmo si riunisce, propone, organizza iniziative; lo vediamo negli appuntamenti culturali e di spettacolo che con frequenza quotidiana animano la nostra città. Lo viviamo nei nuovi centri di aggregazione aperti in questi anni, con il frequentatissimo Spazio Michelangelo Pira e la sede del Progetto DesTEENazione, appena inaugurata. Lo ravvisiamo nella riqualificazione del Poetto, rigorosamente sostenibile, del palazzetto e degli altri impianti sportivi. Nella realizzazione della Stazione di Posta, nei grandi progetti delle Fornaci Picci, delle Distillerie Capra e dello Studentato, che guardano con interesse ai giovani. E nel Teatro, prossimo all’apertura. Un cambiamento che trova riscontro anche nell’attenzione nella politica fiscale, con l’introduzione delle premialità e la diminuzione delle tasse, nelle iniziative per il benessere degli animali, nel boom del turismo».

Milia lo ripete, la strada è tracciata: «È un percorso che sta portando i quartesi ad amare sempre di più la propria città. Questo è il nostro obiettivo, continuando a costruire, insieme, la nuova identità di Quartu, che non consiste solo in quello che siamo stati ma soprattutto in quello che vogliamo essere».

Controcorrente

Dall’altra parte della barricata c’è Marco Porcu, spinto verso il Municipio dai tre grandi partiti al governo di Roma: Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. «Sono quartese, conosco la mia città e ne riconosco ancora di più il suo potenziale inespresso e che cosa l’ha frenata per tanti anni. Questa campagna mi ha consentito di passeggiare per tutte le aree, incrociando le realtà che compongono Quartu. Ho incontrato tantissime persone, ho stretto le mani di cittadine e cittadini, ragazze e ragazzi, nonne e nonni e ho ascoltato i loro problemi. Problemi che sono tanti e diversi, spesso legati a scelte ripetute nel tempo».

Porcu vede ampi margini di miglioramento per una città che può diventare ancora più bella: «È emersa chiaramente la necessità di cambiare passo. Quello che faremo è chiaro: dal rilancio del commercio in città, con il recupero di centralità del mercato e la riqualificazione del centro, passando per il ripristino del decoro urbano e una nuova pianificazione urbanistica, oltre che viaria, con l’avvio dei lavori nella 554. Restituiremo alla collettività gli impianti sportivi e creeremo un’area per i grandi eventi, oltre a valorizzare tutta l’area costiera in un’ottica di pari dignità con il centro cittadino. Io e tutti i quartesi da troppo tempo conosciamo le buche nelle strade, i marciapiedi impraticabili: tutto questo stride con le bellezze che il territorio e la comunità quartese offrono». L’appello di Porcu è chiaro: «La città è stanca di essere in attesa di qualcosa che non arriva perché chi comanda si accontenta: insieme possiamo tornare a essere fieri di dire che questa è casa nostra, che questa è la nostra città».

Il terzo incomodo

Tra i due litiganti spera in un risultato a sorpresa, l’outsider Roberto Matta, imprenditore turistico che si propone come alternativa alla politica gestita dai grandi partiti: «Domani i cittadini di Quartu non sono chiamati semplicemente a scegliere un sindaco: sono chiamati a decidere se accettare altri anni di una città ferma, mal governata e legata alle vecchie logiche del potere, oppure, voltare finalmente pagina», sottolinea Matta. «Da una parte c’è chi governa da decenni, cambiando alleati ma non i risultati, e oggi, addirittura, chiede ancora fiducia dopo 5 anni di promesse, annunci e propaganda. Dall’altra c’è chi avrebbe dovuto fare opposizione e invece ha scelto il silenzio, diventando nei fatti parte dello stesso sistema. Noi rappresentiamo invece l’unica alternativa vera: una candidatura indipendente, libera da interessi, accordi e padrinati politici».

Sul tavolo delle proposte Matta non ha dubbi: «Abbiamo costruito un progetto partendo dai territori dimenticati, dal litorale, dai cittadini che non hanno mai avuto voce e da una visione concreta di sviluppo per tutta Quartu. Abbiamo messo al centro il turismo, le risorse del territorio, la chiarezza e il progresso. Chiedo dunque un voto di coraggio e di dignità: perché nessuno può pensare di governare all’infinito una città senza renderle conto dei risultati. È il momento di mandare a casa un modello politico esaurito e aprire una stagione nuova. Dal litorale al centro, riprendiamoci Quartu».

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