Garlasco

E Sempio disse: «Il sangue c’era» 

Intercettazioni e appunti: alla scoperta delle carte dell’inchiesta sul delitto 

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Milano. L’informativa dei carabinieri di Milano con cui si sostiene che a uccidere Chiara Poggi non sia stato Alberto Stasi, allora suo fidanzato, bensì Andrea Sempio è anche una riconsiderazione delle indagini precedenti sull’omicidio di Garlasco: parte dalle anomalie di quella avviata e rapidamente archiviata nel 2016/17 dalla Procura di Pavia, ora al centro di un’inchiesta per corruzione a Brescia, e passa in rassegna i punti salienti di quella del 2007 per paragonarli con gli esiti degli accertamenti recenti.

Per i pm pavesi Sempio, la mattina del 13 agosto 2007, avrebbe infierito sulla sorella maggiore del suo migliore amico dopo aver tentato un approccio sessuale ricevendone un rifiuto. A sostegno di questa tesi, a corredo della relazione conclusiva della chiusura delle indagini figurano intercettazioni, chat e messaggi WhatsApp, appunti conservati nelle agende, riscontri sul noto “scontrino-alibi” del parcheggio di Vigevano, deposizioni e consulenze di profiler ed esperti che hanno reinterpretato le foto delle macchie di sangue sulla scena del crimine e dell’autopsia.

L’ostilità dei Poggi

Il tutto accompagnato da commenti pesanti nei confronti di Sempio, con frasi ritenute inopportune verso i genitori e il fratello di Chiara, ai quali viene riconosciuto soltanto il diritto di dimenticare — per quanto possibile — e chiudere con un calvario che dura da quasi 19 anni. Invece, sono stati intercettati e accusati di “ostilità” verso gli inquirenti, oltre che sospettati di una presunta “commistione tra le versioni”, le loro e quelle rese dai Sempio.

I monologhi di Sempio

Nelle 310 pagine che chiudono le indagini spiccano i monologhi captati da una cimice piazzata nell’auto di Sempio. Significativa quella del 13 maggio scorso: “Quando sono andato io…” (o, in alternativa: “Quando sono andato via”, aveva bisbigliato, “il sangue c’era… e allora debitamente inconsapevole, cioè lui (Stasi) non se n’è reso conto ma… senza accorgersene ha evitato le macchie… del tutto inconsapevole”. E ancora: “Gli hanno detto: ‘No, stronzata… era d’estate ma era secco’… vabbè, questo ci può stare… e da lì stanno cavalcando l’idea che il sangue fosse secco”. Per l’accusa, una confessione. Secondo l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore, la «rappresentazione di un verbale di Stasi» durante gli interrogatori successivi al delitto. Anche il soliloquio dell’aprile 2025, quello dove si parla di telefonate con Chiara e del possesso di un video intimo, farebbe riferimento a un podcast/audio.

Appunti manoscritti

A gettare ulteriori ombre sul profilo di Sempio ci sarebbero appunti manoscritti sulle sue Moleskine: sogni violenti e ricerche web legate a satanismo, omicidi, violenza sulle donne e autopsie. Nel fascicolo anche una conversazione tra i genitori: “È colpa mia – dice la madre – gli ho detto io di tenere lo scontrino, gli ho rovinato la vita all’Andrea». Si profila una richiesta di rinvio a giudizio.

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