Il raduno.

E ora Salvini invita  «l’amico Viktor» in piazza fra i Patrioti 

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Milano. Matteo Salvini prepara il raduno dei Patrioti del 18 aprile in piazza Duomo a Milano. Il leader della Lega ha riunito il consiglio federale in Bellerio, invitando a portare più gente possibile in piazza, con l’obiettivo di arrivare almeno a 10mila partecipanti. La piattaforma dell’evento, ribattezzato “Senza paura - in Europa padroni a casa nostra”, vira sempre più verso temi economici, con l'attacco all’Ue e alle «assurde regole europee» che vanno «superate» perché «rischiano di impoverire cittadini, famiglie e imprese in difficoltà per il costo di bollette, luce, gas e carburante» ha spiegato il leader. «È inaccettabile - ha aggiunto - che si possano spendere miliardi per armi e non per aiutare a pagare bollette e benzina».

La Lega ritorna all’assalto delle istituzioni europee, invocando più flessibilità e insistendo sulla sospensione del Patto di Stabilità, con la richiesta di misure emergenziali per affrontare le conseguenze delle guerre - su tutte i costi dell’energia - come durante la pandemia. Sennò, il Carroccio continuerà ad alzare il tiro. Tra gli ospiti previsti il francese Jordan Bardella, presidente del Rn, mentre resta da valutare la presenza dell’ex premier ungherese Viktor Orban, amico di Salvini e invitato a partecipare. Il Carroccio si riunirà a Porta Venezia da dove partirà un breve corteo fino al Duomo. Ci sarà anche il tema del contrasto all'immigrazione clandestina,«ma il nostro non è il Remigration Summit» osservano dal Carroccio.

La manifestazione, prevista inizialmente a febbraio, era stata lanciata da Salvini «in difesa della civiltà occidentale» dal palco di Pontida, mentre la vicesegretaria del Carroccio Silvia Sardone invocava la remigrazione, concetto caro anche al generale Roberto Vannacci che nel mentre ha lasciato la Lega. Sabato lo stesso Salvini aveva sottolineato però che il termine “remigrazione” «non c’è in nessun manifesto» anche se quella parola «non mi spaventa perché siamo in democrazia».

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