Il governo italiano valuta contromisure per limitare l’impatto del caro-petrolio sui carburanti. Tra le opzioni principali c’è l’attivazione delle accise mobili, meccanismo introdotto nel 2023 che consente di ridurre temporaneamente le imposte su benzina e diesel utilizzando l’extragettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi. Il calcolo del surplus si basa sulla media dei due mesi precedenti rispetto al valore di riferimento indicato nel Documento di finanza pubblica. Se ne potrebbe discutere già nel prossimo Consiglio dei ministri.
Nel frattempo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha riunito la Commissione di allerta per monitorare l’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi: alla riunione hanno partecipato rappresentanti di Mef, Mase, Arera, Antitrust, Guardia di finanza, Agenzia delle dogane e “Mr. Prezzi”. L’obiettivo è verificare eventuali fenomeni speculativi e valutare interventi immediati. Negli ultimi giorni, i prezzi medi alla pompa di alcune grandi compagnie sarebbero aumentati più dei prezzi consigliati, una dinamica che sarà oggetto di controlli mirati.
Sul fronte internazionale, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha avvertito al G7 Finance e all’Eurogruppo che una nuova fiammata dei prezzi energetici rappresenta un serio rischio economico e non può essere affrontata solo con una stretta monetaria. Il caro energia erode il potere d’acquisto delle famiglie e riduce la competitività delle imprese.
L’Italia, pur essendo leader nella manifattura, non ha autonomia energetica: una combinazione che, in tempi di crisi, aumenta la vulnerabilità.
I gestori dei distributori, rappresentati da Fegica, sottolineano che i prezzi dipendono dalle compagnie petrolifere e segnalano che il petrolio ha ormai superato i 100 dollari al barile, oscillando intorno ai 120 e potenzialmente fino a 150-200. Con le accise mobili, il beneficio per gli automobilisti potrebbe essere limitato a circa 10 centesimi al litro.
Intanto cresce la pressione politica: opposizioni e associazioni chiedono interventi per proteggere famiglie e imprese e Coldiretti ha presentato un esposto alla Procura di Roma e alla Guardia di finanza per verificare possibili speculazioni sul gasolio agricolo.
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