Il 10 settembre 2017, 100 giorni dopo aver abbandonato il Sant’Elia, il Cagliari inaugurava l’Unipol Domus (all’epoca chiamata Sardegna Arena) battendo 1-0 il Crotone. Doveva essere provvisoria, per pochi anni in attesa del nuovo impianto, invece da lì in poi è diventata la casa fissa dei rossoblù. E, anche quando sarà costruito lo stadio, rimarrà a disposizione della città.
«Il Cagliari ha accolto la nostra richiesta sul mantenimento della Domus», evidenzia il sindaco Zedda. «Non aveva senso demolirla: da parte nostra c’è l’interesse ad avere un secondo impianto per altri eventi, sportivi e non. Così, eviteremo di dover fare un ulteriore investimento».
L’Unipol Domus era stata costruita sui parcheggi davanti ai Distinti del Sant’Elia: mantenerla in piedi non ridurrà il numero di posti auto previsti nel Pef, poco più di 5mila. Spariranno le tribune in tubi d’acciaio, rimarrà solo la Main Stand costruita nel 2013 per lo stadio di Is Arenas a Quartu.
«Mantenere l’Unipol Domus è stata un’intuizione geniale del nostro sindaco», commenta l’assessore Macciotta. «Ci sarà una nuova gara, perché la concessione attuale scade nel momento in cui il Cagliari potrà giocare nel nuovo stadio. Sarà come in altre città europee, dove accanto all’impianto principale ci sono quelli dove giocano le giovanili».
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