Rimpasto.

E la Giunta cambierà faccia 

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Dopo le politiche, Consiglio regionale e Giunta cambieranno faccia. E in questo periodo in cui si parla tanto di interim alla Sanità della presidente della Regione, qualche esponente del Campo largo ipotizza che Alessandra Todde si deciderà a nominare un assessore proprio dopo il voto nazionale.

Volti nuovi

La fuga verso il Parlamento apre il campo ad una serie di scenari. Uno legato all'ingresso di volti nuovi nell’Assemblea sarda, quanti dipenderà dal successo dei consiglieri che riusciranno a farsi candidare, ma anche nell’Esecutivo. Ancora una volta i maggiori cambiamenti riguarderanno il Pd. Se Comandini andrà a Roma bisognerà fare un nuovo presidente del Consiglio regionale. Potrebbe toccare al capogruppo Roberto Deriu, qualora non avesse la candidatura alle politiche. Ma il consigliere nuorese potrebbe anche prendere il posto di Giuseppe Meloni alla guida del Bilancio se il consigliere della Gallura riuscisse ad arrivare in Parlamento. In questi casi, si porrebbe il problema di scegliere un nuovo presidente del gruppo. Questione di non facile soluzione, in effetti, per il peso del ruolo. Comunque, in testa per la successione ci sarebbe in questo caso Valter Piscedda.

Verifica inevitabile

Con l’ipotesi di alcuni assessori candidati (Giuseppe Meloni del Pd, Desirè Manca del M5S e Antonio Piu di Avs) il rimpasto in Giunta diventerebbe inevitabile. Servirebbe un altro democratico per la vicepresidenza e per il Bilancio, un altro pentastellato per il Lavoro, un consigliere di Alleanza Verdi Sinistra per i Lavori pubblici. Se Deriu è il favorito in casa Pd, e Maria Laura Orrù per Avs, nel caso del M5S arriverebbe il turno dell’attuale capogruppo in Consiglio, Michele Ciusa. Posto che, anche per M5S e Avs, si dovrebbe scegliere un altro capogruppo. C’è un fatto: chi si candida, potrebbe dover rinunciare alle deleghe in Giunta ben prima del voto. In anticipo di almeno tre mesi. Una regola non ufficiale ma – secondo quanto trapelato nelle ultime settimane – stabilita proprio dalla governatrice per evitare che il lavoro dei suoi assessori possa essere influenzato dalla campagna elettorale. Una regola che, di sicuro, sarà fatta valere nel mondo pentastellato, più difficile che la presidente possa imporla agli altri partiti, in particolare al Pd. Comunque sia, questo vuol dire che di rimpasto si potrebbe parlare seriamente già a marzo.

L’interim

Quanto alla Sanità, i rumors raccontano di una presidente convinta a tenere la delega fino alle politiche, quando cioè l’attuale assessora al Lavoro – che mai ha nascosto la volontà di accettare la Sanità se fosse arrivata la richiesta – sarà fuori dalla partita. Ma forse c’è un’altra ragione. Più profonda. Sul governo della sanità Todde si gioca tutto: la possibilità di essere ricandidata ma anche rieletta alla presidenza della Regione nella tornata del 2029. Anche per questo conserverà l’interim a lungo.

Le elezioni politiche potrebbero essere un buon pretesto per lasciare il campo a un nuovo assessore, ma solo se il M5S ottenesse un ottimo risultato. Del resto, il successo forte del 2022 aprì le porte alla sua prima candidatura. Ripeterlo le garantirebbe una corsa bis. (ro. mu.)

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