L’onda lunga della guerra nel Golfo rischia di abbattersi presto sui portafogli dei sardi. Il primo campanello d’allarme è suonato ieri mattina, quando le quotazioni del gas hanno raggiunto i massimi dal 2022 annunciando quindi inevitabili e imminenti rincari sulle bollette delle famiglie. Il giorno dopo l’inizio del conflitto contro l’Iran il prezzo del trasporto in Europa tramite le navi cisterna è infatti raddoppiato, mettendo in allerta tutto il mercato energetico, dei trasporti e a cascata dei generi di prima necessità.
Una dinamica fin troppo simile a quella che innescò la grande corsa dei prezzi sei anni esatti fa, quando la Russia invase l’Ucraina scatenando un terremoto economico e un’impennata dell’inflazione di cui famiglie e imprese pagano un prezzo carissimo ancora oggi.
Futuro oscuro
Ecco perché la paura che possano ripetersi le stesse speculazioni mascherate da crisi internazionale è sempre più concreta. «Lo scenario è imprevedibile e può evolversi in tante direzioni», spiega Alessio Moro, docente al Dipartimento di Scienze economiche dell’Università di Cagliari. «Se ci trovassimo di fronte a una guerra lampo, gli effetti sull’Europa sarebbero minimi e temporanei, ma se il conflitto dovesse protrarsi il Vecchio continente dovrebbe affrontare il blocco del traffico marittimo nel Golfo, ovvero il principale snodo commerciale tra occidente e oriente dove passa, tra le tante merci, anche il 15% del greggio mondiale».
L’economista sa che solo il tempo darà risposte certe: «I produttori di petrolio hanno già annunciato l’aumento delle produzioni per compensare eventuali carenze di materia prima, ma bisognerà aspettare ancora qualche settimana per capire quale evoluzione avrà questo conflitto sull’economia mondiale».
Salasso
In attesa di avere maggiori certezze, spuntano i primi calcoli di una stangata che si prepara il campo. Il Codacons calcola per esempio un aumento di tutte le spese da 614 a 818 euro all'anno. Il portale online Facile.it prevede invece 166 euro in più all'anno per le sole bollette, mentre l'associazione delle imprese dei carburanti Unem parla di almeno 10 centesimi in più al litro per il gasolio.
Ma non è tutto. Consumerismo denuncia che le imprese energetiche hanno subito tolto dal commercio i contratti luce e gas a prezzo fisso per le imprese, e invita le famiglie a non ascoltare telefonate allarmistiche, anche se a cascata, nei prossimi giorni aumenteranno energia e carburanti, facendo salire da un lato le bollette di luce e gas, dall'altro i costi di produzione e trasporto di tutti i prodotti, e quindi i prezzi sugli scaffali.
L'associazione di consumatori Codacons ha fatto un po' di conti: ipotizzando che una famiglia con due figli in un anno potrebbe spendere 93 euro in più per cibo e bevande, 160 o 165 euro in più per i carburanti (a seconda se ha un'auto a benzina o diesel), dai 210 ai 380 euro in più per luce e gas, 180 euro in più per i trasporti. In tutto, da 614 a 818 euro in più all'anno.
Facile.it è un po' più ottimista, e calcola 121 euro in più all'anno per le bollette del gas e 45 per quelle dell'elettricità, 166 euro in tutto. «Il rischio che le bollette esplodano è concreto», conferma il vicepresidente dell’Unione nazionale consumatori, Marco Vignola, avvalorato dalle previsioni del presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, che stima «un aumento del 15% sulle bollette del gas dal primo aprile, e un aumento dell'8-10% sulle bollette elettriche degli utenti vulnerabili nel secondo trimestre».
Guerra agli speculatori
Giuliano Frau, presidente regionale dell’Adoc, è convinto sia un film già visto altre volte e teme che a farne le spese, come in passato, siano le famiglie sarde: «I prezzi aumentano sull’onda delle tensioni internazionali e poi non calano quando tutto torna alla normalità», dice Frau. «Proprio come è successo prima per il Covid e poi per la guerra in Ucraina. Una folle corsa dei prezzi che non si è mai sgonfiata e che ancora oggi paghiamo caro».
Tuttavia, il problema non di poco conto è che questa nuova crisi cadrebbe sulla testa di un’Isola già in crisi. «Non c’è più niente da spremere», sottolinea il rappresentante dei consumatori. «L'ennesima stangata sui carburanti, bollette e beni alimentari avrebbe effetti devastanti su migliaia di persone che fanno già fatica ad arrivare a fine mese».
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