Sardegna Open.

E Cagliari rilancia anche Arnaldi 

Il Challenger 175 è azzurro, esulta Binaghi: un trionfo, il torneo crescerà di anno in anno 

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Pare che il destino abbia scelto Cagliari (città di mare come la sua Sanremo) per rilanciare nell’elite del tennis Matteo Arnaldi. Sulla rossa del Tennis club di Monte Urpinu, il tennista ligure si è imposto contro il polacco Hubert Hurkacz e conquistato in un Centrale strapieno la quarta edizione del Sardegna Open dopo una finale chiusa 6-4, 6-4. Una partita tirata, sempre in equilibrio, che non ha mai avuto un padrone vero: cinque break nel primo set, tre nel secondo, con l’ultimo decisivo sempre a favore di Arnaldi. Un trionfo inaspettato (contro l’ex numero 6 del mondo, oggi 63) sia perché il polacco per tutta la settimana aveva dato dimostrazione di essere più in forma dell’azzurro, sia perché all’inizio del 2026, dopo quasi un anno segnato da un grave infortunio, è tornato ai “suoi” livelli, battendo in Australia il numero tre del mondo Zverev (“domato” ieri da Sinner a Madrid)

Il match
La finale è un videogioco che dura poco meno di un ora e tre quarti: un tennis fatto di accelerazioni, soprattutto di rovescio, moltissimi errori non forzati (35 del polacco, 25 del sanremese), privo di grande inventiva ma straordinariamente intenso, atletico, aerobico. Arnaldi (che per la prima volta ha portato nel circuito il nuovo allenatore Fabio Colangelo, ex coach di Lorenzo Sonego) ha vinto la partita due volte: è stato bravissimo sia tatticamente ma soprattutto mentalmente, riuscendo a dimenticare i 7 set-point sfumati nel primo parziale, prima di chiudere poi all’ottavo per 6-4. Nel secondo parziale ha cominciato male, andando subito sotto 2-0, ma poi con due break di fila ha chiuso fino al 6-4. Un'impresa che conferma i progressi di Arnaldi che sta tornando dopo l’infortunio al piede e che con questo successo si riavvicina alla top 100 (meno di due anni fa era 30 Atp). «Sono molto contento», dice, «ho avuto diversi passaggi a vuoto ma alla fine sono rimasto sempre in partita. Avevo mille dubbi prima di arrivare a Cagliari, per colpa del dolore al piede che mi condiziona da mesi. Alla fine questo successo mi dà tanta fiducia».

La vittoria dell’Isola

Ha vinto Matteo Arnaldi, quindi. Ma con il tennista ligure ha vinto anche Cagliari che con questa edizione del Sardegna Open si candida di diritto a diventare una delle grandi piazze del tennis mondiale. Tocca ad Angelo Binaghi, presidente della Fitp e “papà” della manifestazione, («senza la sua determinazione il torneo non si sarebbe disputato neanche quest’anno», dicono a Monte Urpinu), snocciolare i numeri del successo: «Dalla biglietteria abbiamo incassato il 55% in più rispetto all’ultima edizione e tante partite era sold-out già dal martedì: un segno del grande entusiasmo del pubblico di Cagliari. Con il circolo ancora alle prese con i lavori di riqualificazione, abbiamo fatto i “miracoli” per far si che il torneo si disputasse. Per questo un grazie va alla precedente amministrazione comunale, che ha chiesto i fondi del Pnrr, e a quella attuale che ha permesso che i lavori sul Centrale finissero in tempo per il torneo». Cagliari è pronta per il grande salto, insomma. «Cresceremo di anno in anno, l’obiettivo per il 2027 è raddoppiare i posti a disposizione», da mille a duemila, ma si valuterà una crescita anche fino a tremila con nuove gradinate, spiega ancora Binaghi. «Quest’anno abbiamo tenuto un profilo basso, eppure il livello dei giocatori è stato pari se non addirittura superiore a quello di tre Atp 250», Bucarest, Houston e Marrakech. «L’anno prossimo porteremo anche tennisti top 20». Da ieri sono in vendita i primi mille biglietti per l’edizione del 2027. E vanno già a ruba.

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