I carabinieri hanno agito a colpo sicuro facendo irruzione nell’azienda di “Basoru”, in territorio di San Vito. Circondata la zona, i militari hanno rivolto la propria attenzione su un’area agricola e hanno trovato quel che cercavano: una grossa coltivazione di canapa indiana, quasi 2mila piante.
All’interno c’era anche un 65enne, Pierpaolo Mulas, subito bloccato, arrestato e accompagnato al carcere di Uta a disposizione della Procura della Repubblica in quanto accusato di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
La scoperta
L’operazione è stata condotta dagli investigatori della Stazione di San Vito in collaborazione coi militari del Nucleo operativo radiomobile della stessa Compagnia del Sarrabus ed è scattata dopo una lunga attività d’indagine nata raccogliendo e sviluppando con discrezione alcune voci circolate in paese nei giorni scorsi.
Incrociando queste informazioni con quanto verificato nel corso dei successivi approfondimenti, l’attenzione degli investigatori si è concentrata proprio sul territorio rurale di “Basoru”. Dopo un vertice in caserma ieri i carabinieri hanno deciso di intervenire ed entrare su un preciso terreno agricolo. Così è stata scoperta la vasta coltivazione, composta da 1.875 piantine di marijuana di altezza variabile tra i 40 e i 130 centimetri e dal peso complessivo lordo di circa quattro quintali.
Il materiale
I successivi controlli nelle vicinanze hanno consentito di recuperare all’interno di un fienile buste in cellophane sigillate con dentro infiorescenze essiccate della stessa sostanza illecita per un peso lordo di circa 46 chili. È stato sequestrato anche materiale che i militari ritengono sia stato utilizzato per la cura e la lavorazione della marijuana tra cui concimi, forbici da potatura, pompe irroratrici, un trapano a batteria e bilance per la pesatura.
Il sequestro
Tutta la droga e l’attrezzatura è stata messa sotto sequestro in attesa di ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri dei Reparto investigazioni scientifiche.
Ricostruita completamente la vicenda e terminate le formalità di rito, l’indagato è stato poi accompagnato nella casa circondariale di Uta. (r. s.)
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