Le cerimonie.

Due targhe per i martiri dimenticati 

Il ricordo della rivolta delle sigaraie e dei due giovani uccisi nei tumulti 

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Giovanni Casula (muratore, 16 anni) e Adolfo Caulino, noto Cardia (fruttivendolo, 18 anni), da ieri escono dall’oblio in cui la storia li aveva confinati e hanno un luogo dove saranno sempre ricordati, così come le sigaraie che, nel maggio del 1906, animarono la protesta popolare cagliaritana. Alle ragazze della Manifattura tabacchi ieri è stata dedicata la scalinata che va da viale Regina Margherita a piazza Ingrao, mentre ai due martiri della repressione regia una targa all’ingresso delle Ferrovie dello Stato, dove si suppone furono uccisi dalle fucilate dell’esercito.

Il ricordo
La prima tappa commemorativa, a 120 anni dallo sciopero, si è svolta intorno alle 11 sulle scalette gremite dai parenti delle sigaraie e dagli ultimi lavoratori della fabbrica dei tabacchi. Sono stati loro a svelare, fra gli applausi e la commozione, il drappo rosso che copriva il marmo con la scritta: Iscalittas – scalette delle Sigaraie – Le lavoratrici che animarono i moti del pane, 1906. Il sindaco Massimo Zedda ha spiegato il valore dell’iniziativa, al di là di ogni appartenenza politica, ma basata sul ricordo collettivo di un’intera città. Da lì, a piedi, un piccolo corteo si è spostato alla stazione delle Ferrovie, dove era atteso da un altro gruppo di cagliaritani e da Peiman Novin delle Fs che, insieme al sindaco Zedda e all’assessora alla Cultura Maria Francesca Chiappe, hanno scoperto la targa dedicata a Casula e Caulino Cardia. Novin ha spiegato il ruolo sociale, e dunque storico, della stazione ferroviaria; l’assessora si è soffermata, insieme al sindaco, sull’eccezionalità dei fatti che portarono alla repressione nel sangue della protesta cagliaritana.

Il racconto
Ultima tappa nel piazzale del Municipio, dove il giornalista de L’Unione Sarda e scrittore Francesco Abate ha tenuto una narrazione per ricomporre le giornate di maggio in cui i cagliaritani e le cagliaritane rivendicarono salari dignitosi, luoghi di lavoro salubri e il calmiere sui beni di prima necessità. «Una vicenda dimenticata - ha detto Abate - seppure la fiammella del ricordo collettivo sia stata tenuta accesa da giornalisti e narratori, da Giuseppe Podda a Sergio Atzeni, da Francesco Cocco a Gianni Loy e Maurizio Pretta». Una storia che può contare sulla fedele e preziosa testimonianza dei cronisti de L'Unione Sarda dell’epoca.

Il concorso
La giornata di ieri è stata anticipata venerdì dal convegno “Pane e fucili”, organizzato dall’Università degli Studi in Rettorato, alla presenza del rettore Francesco Mola e degli storici dell’ateneo. Il testimone passa ora al Conservatorio che ha bandito il concorso per musicisti under 35. A loro il compito di comporre il canto delle sigaraie, che sia una composizione classica o rap. Il bando è disponibile sul sito dell’ente.

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