Un’altra inchiesta eccellente in Gallura (e a Cagliari) del Nucleo Tpc (Tutela patrimonio culturale) dell’Arma dei carabinieri. I militari, coordinati dal comandante Mauro Lai, hanno restituito al vescovo di Tempio, Roberto Fornaciari, due oggetti di grandissimo valore storico e artistico, beni dello Stato e della diocesi gallurese che i carabinieri hanno intercettato e sequestrato prima che venissero venduti. Si tratta dei sigilli appartenuti al vescovo Diego Capece e costituiscono, si legge in una nota della Diocesi, “un documento di estrema importanza che getta luce sul momento di discrimine tra la soppressione della diocesi di Civita (Olbia) e la creazione di quella di Tempio, avvenuto nel 1839. In quei giorni l’Italia si preparava alla grande stagione risorgimentale”.
Il capitano della compagnia di Tempio, Marco Dantonia e il comandante del Tpc di Cagliari, Mauro Lai, hanno consegnato i sigilli al vescovo Fornaciari e al parroco Efisio Coni. I sigilli (la matrice dei timbri) venivano utilizzati per la validazione dei documenti e mancavano all’appello da quasi cinquanta anni. I Carabinieri hanno operato a Cagliari e prelevato i due reperti storici da un antiquario, sono in corso le indagini che riguarderebbero anche diverse persone a Sassari. I militari hanno anche stroncato un traffico internazionale di monete antiche. Ieri erano presenti anche la dottoressa Maura Picciau, per la Soprintendenza archivistica della Sardegna, la dottoressa Maria Passeroni in rappresentanza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e la storica dell’arte, Rita Salis, per Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro.
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