Ospedali e Case di Comunità, la nuova grana della sanità gallurese. Dall’assessorato regionale, nei giorni scorsi, è arrivato un segnale preciso per tutto il sistema sanitario del Nord Est, un’accelerazione improvvisa ai progetti della Asl di Olbia, con le “varianti” che hanno fatto imbestialire sindaci, personale sanitario e utenza. Perché ospedali e case di comunità non sono a costo zero e la loro attivazione, con le modalità annunciate, stravolge gli stessi piani Asl. Come a Tempio, dove si è scoperto che l’edificio ex Inam di via Demartis, completamente ristrutturato con i fondi Pnrr (quasi due milioni di euro), non serve più.
Cambio di rotta
L’immobile, riqualificato, era destinato alla Casa di Comunità con poliambulatorio, uffici amministrativi e consultorio familiare (oltre alla centrale di coordinamento di altre case di comunità) ma stando a quanto comunicato al management dell’ospedale della cittadina gallurese, tutti i servizi andranno dentro l’ospedale Paolo Dettori, al quinto piano. Un cambio di rotta che riguarda un immobile già ultimato. E non basta. Infatti dopo la visita del direttore generale dell’assessorato regionale alla Sanità, Thomas Schael, si è capito che dentro il Paolo Dettori, sempre al quinto piano, ci sarà l’ospedale di comunità, in sostanza un reparto per i pazienti cronici non gravi. Il fatto è che il “repartino” assorbirà personale infermieristico dagli altri servizi. In Asl a Olbia negano categoricamente che ci saranno tagli e chiusure, ma la storia dell’edificio ex Inam preoccupa. Si tratta infatti di un progetto ormai arrivato a conclusione con l’utilizzo di fondi pubblici Pnrr: un immobile interessato da una riqualificazione su una superficie di circa 2mila metri quadri, quasi pronto all’uso. A quanto pare nei giorni scorsi, durante un sopralluogo al Paolo Dettori, la “delegazione” di dirigenti regionali arrivata da Cagliari non ha neanche visitato la struttura. Il clima è sempre più pesante, perché la Asl di Olbia rassicura utenti e personale sanitario ma mancherà il cardiologo del Dettori e sarà un problema serio anche per il Pronto Soccorso.
Il caso Mobi
Anche a La Maddalena la tensione è alle stelle, perché l’Ospedale di Comunità, sempre stando alle comunicazioni interne, sottrarrà personale infermieristico al Mobi del Paolo Merlo, ossia al reparto di Medicina polispecialistica Osservazionale a Bassa Intensità che sta fornendo un servizio importante per i pazienti in degenza con patologie di una certa gravità. Il sindaco di La Maddalena, Fabio Lai, ha minacciato un esposto in Procura se dovesse essere confermato lo spostamento di risorse e personale dal Mobi all’ospedale di comunità.
«Scioperiamo»
Il segretario territoriale della Cgil Funzione Pubblica Nord Sardegna, Paolo Dettori, ha incontrato i lavoratori degli ospedali galluresi e dice: «La storia della Casa di Comunità di Tempio la dice lunga sulla situazione della Asl di Olbia. Serve un direttore generale, lo diciamo da mesi. Quello che sta succedendo per gli ospedali di comunità è evidente. Non c’è il personale per aprirli e si attinge dai reparti. Così chi viene seguito nel Mobi del Paolo Merlo dovrà essere trasferito a Olbia, già in sofferenza, o a Sassari. Saltano i precari equilibri di tutto il Nord Sardegna. Sia chiaro, se la Regione va avanti con questa linea sarà sciopero generale. Ed è la presidente Todde che risponde politicamente di quello che sta succedendo e noi ci rivolgiamo a lei per chiedere di fermare iniziative del tutto sbagliate».
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