Dubbi, tecnici e politici, sul taglio delle accise sui carburanti. Il governo sembra più orientato alla riedizione di un bonus anti-rincari che dovrebbe andare a favore delle famiglie meno abbienti, cioè quelle con un Isee sotto i 15mila euro e a sgravi fiscali per le aziende più esposte alla crisi, tra bollette e blocchi all'export, dopo l’attacco di Israele e Usa all'Iran e alla conseguente fiammata dei prezzi.
Polemica l’opposizione con Elly Schlein che rilancia il meccanismo delle accise mobili: «I giorni stanno scorrendo e gli italiani non vogliono pagare le guerre illegali di Trump e Netanyahu». Protestano i consumatori: il bonus? «Il solito palliativo inutile».
Il tutto in attesa del prossimo Consiglio europeo, giovedì, dal quale potrebbe uscire una linea comune del vecchio continente per contenere i prezzi. L'esecutivo starebbe monitorando l’evoluzione degli impatti della crisi. Ma il conto da pagare è salato: 16,5 milioni al giorno il maggior esborso per gli automobilisti, stimava il Codacons.
Per fronteggiare la fiammata dell’inflazione e del prezzo del greggio, le banche centrali si preparano a prendere la parola sui tassi, mentre i mercati sono alle prese con la guerra, giunta ormai alla terza settimana. Mercoledì è attesa la decisione della Banca Centrale del Canada, alle 19 tocca alla Fed. Poi sarà la volta del Brasile, il cui tasso del 15% è previsto in ribasso dello 0,5%. L'indomani tocca al Giappone, seguiranno le decisioni della Banca Nazionale Svizzera, della Banca centrale della Svezia, della Banca d’Inghilterra, e nel pomeriggio la Bce annuncerà le sue decisioni, che secondo le attese dovrebbe mantenere invariato l'attuale 2%.
Secondo il presidente dell'Abi Antonio Patuelli, «oggi servono interventi di emergenza. Abbiamo una serie di rischi importanti - spiega - e il primo è l'inflazione, che colpisce famiglie e aziende, di fronte alla quale le banche centrali possono essere le prime a muoversi alzando i tassi, mentre gli Stati possono fare manovre di carattere fiscale».
Comunque mercoledì toccherà ai banchieri centrali prendere la parola, e di sicuro rilasceranno le nuove stime sulla crescita e l'inflazione, che però potrebbero non incorporare ancora i recenti rialzi dei prezzi energetici.
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