Difesa.

Droni e cacciamine i nuovi protagonisti della sfilata ai Fori 

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La bandiera tricolore assieme a quella della Nato ai Fori Imperiali, oltre a quelle dell'Onu e dell'Ue. I dispositivi antidrone e le nuove generazioni di velivoli elettronici, i palombari e i sistemi utilizzati dai cacciamine, che potrebbero essere impiegati in una futura missione nello Stretto di Hormuz. Ma anche l'incognita sulle modalità della sfilata dei volontari del servizio civile.

In una delle fasi di crisi internazionali più delicate di storia repubblicana, la Difesa si prepara alla parata del 2 Giugno a Roma, il cui titolo scelto per la cerimonia quest'anno sarà “80 anni di Repubblica, ottant'anni al servizio del Paese”. Tutto è pronto per domani. All'avvio dell'evento, come da prassi, sfilerà il presidente della Repubblica a bordo della Lancia Flaminia con il ministro della Difesa e il capo di Stato maggiore della Difesa di fronte a una platea formata, oltre che da massimi rappresentanti delle cariche istituzionali, anche da scuole. Poi le varie rappresentanze, i reparti e i mezzi, così come i 250 sindaci che apriranno la cosiddetta rivista.

Diversi i momenti, più o meno tradizionali, della festa: dal passaggio delle frecce tricolori, alle colorazioni dei vari edifici pubblici e aziende nazionali fino all'aviolancio da un elicottero di cinque atleti dell'esercito con il paracadute, da 1.500 metri di altezza durante la stessa manifestazione. Come tutti gli anni sarà posto l'accento sui militari italiani all'estero: circa 6.900 unità impegnate in 41 differenti missioni.

A sfilare sarà anche il veicolo subacqueo autonomo Hugin della Marina militare, che con sonar e telecamere scova mine e oggetti sul fondale fino a tremila metri: è utilizzato dai cacciamine - gli stessi che potrebbero essere presto usati per lo stretto di Hormuz - per cercare ordigni ed effettuare controlli a distanza. Ci sarà poi il veicolo con gli scafandri per le immersioni dei palombari del Comsubin, usati per le immersioni fino a 300 metri di profondità.

Tra i mezzi di ultima generazione anche quelli di potenziale utilità nelle missioni sul Fianco Est o nel Golfo prima dello scoppio della guerra. Ci sarà spazio anche per i rappresentanti dell'Unità di crisi della Farnesina, che nel Golfo Persico negli ultimi mesi durante la guerra hanno assicurato il rimpatrio di oltre 30mila connazionali e contribuito al trasferimento dalla Striscia di Gaza di 260 bambini palestinesi per cure mediche e oltre 220 studenti.

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