Per 31 anni ha lavorato con passione tra i suoi pazienti nel suo ambulatorio di viale Rinascita a San Gavino. La dottoressa Angela Deiana, andata in pensione all’età di 67 anni, dopo una vita dedicata alla sua missione: essere il medico di tutti sempre pronto ad ascoltare e a capire le esigenze dei pazienti di ogni età.
«Quando è stata messa al bando la sede di San Gavino per la medicina generale – spiega - non ho avuto dubbi e ho preso l’incarico dopo aver rifiutato La Maddalena, Nulvi e Benetutti. Ho sempre cercato di avere un rapporto di vera collaborazione con i colleghi ospedalieri e universitari, sempre nel solo interesse del paziente, per risolvere casi e situazioni che necessitavano di un livello superiore alla medicina generale».
La crisi
Oggi la professione del medico di famiglia è sempre meno ambita e ci sono tante criticità a partire dagli orari di lavoro: «C’è un’eccessiva burocratizzazione – spiega - , maggiori esigenze assistenziali soprattutto al domicilio (alla data del mio pensionamento avevo 14 pazienti allettati in assistenza domiciliare), la difficoltà a rapportarsi con i medici del distretto per le problematiche di loro competenza, rapporti conflittuali con gli specialisti e l’assenza di presìdi sanitari intermedi quali le case di comunità. Il numero di medici è inferiore in tutte le branche e non ci sono spiragli: il numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Medicina andrebbe eliminato, le modifiche apportate non portano nessun miglioramento».
I ricordi
Della sua lunga carriera Angela Deiana porta con sé tanti ricordi: «Quelli belli sono tantissimi, molti veramente emozionanti, ma con nostalgia e dolore ricordo i tanti pazienti anche molto giovani che purtroppo non ci sono più e hanno lottato tantissimo con patologie incurabili o progressive. Penso al mio primo paziente Sla, intelligente e ironico, che pur nella impossibilità di comunicare pienamente, ha conservato per lungo tempo queste qualità, rendendo le visite a domicilio un momento di alleanza medico–paziente straordinario».
Le patologie
E proprio malattie come la Sla, la sclerosi multipla e i tumori a San Gavino e nel Medio Campidano hanno un’incidenza molto alta. «La nostra Asl - rimarca Angela Deiana - ha un programma di screening oncologici abbastanza buono ma l’educazione sanitaria è fondamentale e soprattutto va fatta fin dalla scuola e nelle associazioni».
La scelta
Poi la scelta di andare in pensione: «Vado in anticipo rispetto ai 70 anni previsti – dice Angela Deiana – ma ho iniziato lavorare presto e sono in ordine dal punto di vista contributivo. A 67 anni ho ritenuto in coscienza di aver dato tanto alla professione (aprivo l’ambulatorio alle 7,20 al mattino) e di non avere più le forze fisiche per affrontare il mutamento in senso peggiorativo della nostra professione. I medici di famiglia non hanno ferie, non trovano sostituti anche solo per pochi giorni e debbono avvalersi della collaborazione dei medici associati che hanno già un carico personale enorme. Molti colleghi si sono ammalati o stanno male sul piano fisico e mentale e a questo non si dovrebbe mai arrivare».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
