La vita va così. La partenza di Luperto sembrava aver lasciato un vuoto incolmabile nella difesa del Cagliari, contro la Lazio è arrivato il sesto “clean sheet” stagionale, proprio nel turno, tra l’altro, in cui la Cremonese (dove gioca ora il centrale leccese) ha subito tre reti dalla Roma. È una ruota che gira e rigira, ti fa accarezzare il fondo, ma ti riporta sempre in alto, prima o poi. È successo a Mina, dopo una serie di partite problematiche dovute alle condizioni fisiche precarie. È risuccesso a Dossena, che dopo l’impatto con Malen-shock all’Olimpico ha poi avuto l’opportunità di prendersi la scena, due settimane dopo, guarda caso contro l’altra squadra romana. Ora tocca a Rodriguez cavalcare di nuovo il destino complice la squalifica del colombiano in una retroguardia alla ricerca di nuovi equilibri che diano stabilità anche al resto della squadra. La gestione del talento uruguaiano è una delle “mission” stagionali dell’allenatore Pisacane che, oltre a inserirlo tatticamente nel calcio italiano, sta cercando di alleggerirlo il più possibile mentalmente e di responsabilizzarlo al momento giusto. Come venerdì prossimo a Parma, appunto.
Tempo al tempo
“Guanchi” scalda i motori. È lui il candidato principale sul centrosinistra arretrato per il match del Tardini in un probabile assetto a tre che già aveva arginato l’offensiva emiliana all’andata alla Domus o ancora a quattro, magari, considerato che, nel frattempo (era appena la terza giornata), sono cambiati gli interpreti, da una parte e dall’altra. Sventola di nuovo bandiera uruguaiana, dunque, nel cuore della retroguardia rossoblù, tra le esigenze del presente e le prospettive future. Rodriguez forse ha pagato più di altri i suoi errori. O, molto più semplicemente, l’allenatore Pisacane ha voluto proteggerlo nella tempesta aspettando il momento opportuno per rilanciarlo, senza pressioni, con più leggerezza. Per quanto l’ex Peñarol non sembra certo uno che soffra le pressioni, e non si fa condizionare da eventuali errori, se li fa scivolare addosso con una freddezza disarmante considerata anche l’età (ha solo vent’anni). Nelle sette partite sin qui giocate, oltre alle qualità tecniche, alla grinta e al tempismo, ha, infatti, dimostrato autorevolezza e una lucidità pazzesca nelle situazioni più complicate. Il meglio di sé lo ha dato sinora al fianco di Luperto, va detto. La disciplina, la serenità e l’esperienza dell’ormai ex compagno lo hanno aiutato a inserirsi nei meccanismi del Cagliari e della Serie A in generale. Poi, però, il difensore di Montevideo ha preso la sua strada, nel bene e nel male.
Dove eravamo rimasti?
Contro il Parma sarà Dossena il suo punto di riferimento. Ha già imparato a conoscerlo nell’ultimo mese in allenamento, insieme hanno già rotto il ghiaccio in una partita ufficiale all’Olimpico contro la Roma. Quella sera, l’ex Como doveva ancora carburare, probabilmente, sia nei tempi che nelle tempistiche, e riassimilare certi automatismi che ha dimostrato di aver trovato, eccome, sabato scorso contro la Lazio. Una partita in crescendo che gli ha permesso, tra l’altro, di accumulare un minutaggio importante nelle gambe e di rifare il pieno di autostima in vista di una gara altrettanto insidiosa. Riecco il vero Dossena, insomma, quello che aveva fatto la felicità del Cagliari di Ranieri e inciso anche nel Como prima della rottura del crociato. Dove eravamo rimasti, dunque? Nuovo giro, nuova corsa. Il Parma gioca bene ed è in fiducia, è reduce da tre vittorie di fila e rappresenta pertanto un bel banco di prova sia per lui che per Rodriguez, i nuovi guardiani del faro rossoblù.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
