Cabras.

«Dopo 47 anni i chicchi tornano a casa» 

Una milanese riporta 40 chili di sabbia, presi dai genitori, a Is Arutas 

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Oltre alle normali valigie per trascorrere la vacanza nel Sinis, nel cofano dell'auto ci sono anche 40 chili di chicchi di quarzo custoditi in tanti barattoli di vetro. Sabbia che sta per tornare a Is Arutas, la spiaggia da cui erano stati portati via nel 1979 da una coppia di turisti milanesi.

La richiesta
Il compito di riportare questi chicchi nella loro casa spetta alla 64enne Silvia Ferrari che oggi, una volta sbarcata al porto di Porto Torres, raggiunge prima Cabras e poi la costa del Sinis. «Sto facendo ciò che mi ha chiesto mia madre, Valeria, prima di morire - racconta Silvia Ferrari - Restituire alla natura ciò che lei e mio padre, forse con un po’ di leggerezza, avevano prelevato durante la loro vacanza nel Sinis per realizzare un giardino zen. E io non posso far finta di nulla».

La storia

Il “furto” avvenne quando Silvia Ferrari era adolescente: «Ricordo ancora quel momento in realtà. Era la prima volta che vedevamo Is Arutas, un vero paradiso con questa sabbia bianchissima. Era troppo bella per non avere un ricordo. Ecco perché i miei genitori decisero di portare via il quarzo e abbellire il loro cortile. La sabbia è stata trasportata anche nei vari traslochi che hanno fatto i miei genitori nel corso della loro vita: per loro era veramente preziosa. Con l’intento, prima o poi, di riportala nella loro casa. E ora, finalmente, è arrivato il momento».

Ritorno a casa
Silvia Ferrari, in questi anni, ha seguito la campagna di sensibilizzazione contro i furti promossa dal Comune di Cabras, dalla Regione e dall’associazione “Sardegna depredata”, in prima linea nella tutela dei litorali dell’Isola contro il prelievo illegale di sabbia, sassi e conchiglie: «Dopo tanti anni finalmente riusciamo a venire a Cabras in auto, ecco perché abbiamo deciso di restituire la sabbia alla spiaggia ora. Ho voluto raccontare questa storia anche per convincere chi ha ancora questa preziosa sabbia in casa a restituirla. Non importa se sono passati tanti anni, l’importante è agire. Nei giorni scorsi ho chiesto consigli anche all’associazione “Sardegna depredata” su cosa fare. Insomma, volevo capire se rischiavo qualcosa durante il viaggio avendo questo bottino in auto. Ma ho anche comunicato all’Ufficio protocollo del Comune di Cabras, tramite pec, che stava per arrivare nel Sinis un carico importante di sabbia prelevata anni fa». Silvia Ferrari quindi questa volta trascorrerà una vacanza diversa dalle altre e poi saluterà il Sinis con un peso in meno.

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