Ci sono quattro scatoloni pieni di volumi, nell'abitazione di Serafino Agus, uno dei massimi esperti di storia monserratina. Opere che raccontano l’identità, l’arte, la religione, le vicissitudini politiche lontane di una città che lo ha accolto sessant’anni fa. E a cui lo scrittore, oggi 89enne, intende lasciare la sua eredità letteraria.
Il regalo
Agus ha infatti deciso di donare alla sua parrocchia, quella di Sant’Ambrogio, le numerose copie delle sue opere che ancora conserva in casa, tante da costituire una biblioteca personale. Sarà poi la parrocchia a valutare come rendere il patrimonio disponibile per tutti. Un modo per tramandare, alla comunità e alle future generazioni, il passato della città. Perché, racconta l’autore, «Monserrato lo merita. Ormai siamo tutti alla ricerca delle nostre origini, di cosa è stato fatto nel posto in cui viviamo. Confrontarsi con i miei libri potrà aiutare a calarsi nella dimensione storica e conoscere le proprie radici». Dei dieci scritti pubblicati, molti parlano dell’antica Pauli e il primo, “Monserrato, una storia senza storia”, evidenzia già dal titolo il desiderio di tramandare quelle tradizioni. «Fino a quel momento la città era anonima, perché nessuno ne aveva mai scritto», spiega Agus. «Aveva chiaramente il suo passato, ma non era stato ancora studiato e presentato per farlo conoscere a tutti». Originario di Bosa, aveva trent’anni al suo arrivo a Monserrato, e da subito «ho cercato di aprire un varco nella storia del luogo e di conoscerne le radici profonde, non solo contadine ma anche culturali».
Ricerche
Anni di ricerche all’Archivio di Stato hanno portato a includere nei saggi accurate ricostruzioni storiche ma anche aneddoti: da via del Redentore un tempo chiamata “Sarriu” «per via delle acque che scendevano dalla collina e la inondavano», al primo battesimo registrato nella chiesa di Sant’Ambrogio «il 5 giugno 1563. Quell’anno si concluse il Concilio di Trento, che stabilì che tutte le parrocchie dovessero avere i Quinque Libri», i registri di battesimi, cresime, comunioni, matrimoni e morti, «e Monserrato fu precisa, cominciando già nell’anno della fine del Concilio».
Il ricordo
Oggi Agus sta «poco bene fisicamente ma bene intellettualmente» e ha in cantiere un libro sulla sua altra casa, Bosa. La memoria dell'antica Pauli, nero su bianco, è pronta intanto ad accasarsi a Sant’Ambrogio.
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