Tortolì.

Don Piero Crobeddu: «Vi porterò nel cuore» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Più di un quarto della sua missione spirituale l’ha radicata a Tortolì. Don Piero Crobeddu ha 80 anni, ventitré dei quali vissuti tra San Giuseppe, parrocchia di cui nel 1986 è stato fondatore, e Sant’Andrea, dove ieri sera ha salutato la comunità che gli si è stretta attorno. «Cari tortoliesi, vi porterò nel cuore». Il sacerdote originario di Tertenia ha le valigie in mano. Ma prima di congedarsi c’è un appuntamento, il prossimo fine settimana, cui i fedeli sono legati: la festa del Santissimo Salvatore. «Si concludono Is Festas de sartu e contemporaneamente il mio mandato: sarà una chiusura provvidenziale». Dal 1986 al 1998 è stato parroco a San Giuseppe, poi il trasferimento a Villaputzu. Otto anni di mandato prima del decennio da vicario diocesano con monsignor Antioco Piseddu. Su disposizione del vescovo Antonello Mura, il 2 agosto 2015 ha preso possesso di Sant’Andrea, la comunità religiosa più popolosa di Tortolì dove ha trovato un affiatato gruppo di lavoro a cominciare dal diacono Mario Pinna. «Ci si affeziona sempre al posto dove lavori. Dispiace lasciare ma siamo pronti a tutto, non è la prima volta che lo facciamo». Undici anni a Tortolì sono abbastanza per riempiere lo scrigno di ricordi. «Tortolì è una comunità rispettosa, dignitosa e armoniosa che è cresciuta nel corso degli anni. Il nostro dovere è seminare, pur non sapendo quando mieteremo». Fulgido è stato anche il rapporto con le istituzioni e il mondo dell’associazionismo: «C’è sempre stata una stretta collaborazione anche con i comitati: lascio una comunità in salute e molto unita. Sceglierei Tortolì per vivere».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?