Serie A.

Domus, benvenuti al gran ballo degli ex 

Sfida nella sfida tra il Gallo Belotti e il Cholito Simeone. Il ritorno di Prati e i sassolini di Adopo 

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Da una parte il Gallo, bomber rossoblù e cuore granata. Dall’altra il Cholito, cecchino argentino passato per Cagliari dove ha accumulato parecchi sassolini che si è man mano tolto, da Verona in poi, ora proprio con il Torino. Belotti si sta riprendendo dalla rottura del crociato, vuole lasciare il segno nella salvezza domani alla Domus, magari nell’ultima parte del match, anche per garantirsi la conferma. Simeone, a sua volta, non era mai stato così bene quest’anno, ha segnato 6 gol negli ultimi due mesi e partirà dal primo minuto. La sfida nella sfida rende - indubbiamente - la serata ancora più accattivante. Ma gli intrecci tra passato, presente e futuro non si limitano ai due attaccanti. Adopo è arrivato in Italia quando aveva 18 anni proprio grazie al Toro, che lo ha poi scaricato sul più bello, dopo un solo vero campionato tra i professionisti. E ogni volta che lo affronta è una sorta di rivincita. Al contrario, Prati sta cercando un rilancio con la maglia granata dopo due stagioni e mezzo tra alti e bassi in Sardegna. È comunque in prestito, e se non venisse riscattato, tra un mese tornerebbe nell’Isola.

Il dilemma Prati

Ed è probabilmente lui, Prati, il più atteso, domani sera. Lo è dall’inizio della stagione, a dir il vero, quando ancora giocava per il Cagliari. Con Davide Nicola era finito ai margini, Pisacane, invece, lo ha messo da subito al centro del progetto consegnandogli le chiavi del centrocampo. La continuità non è, tuttavia, bastata al regista ravennate per fare il salto di qualità. Raramente andava oltre il compitino e, dopo il posto fisso, ha perso probabilmente la fiducia in se stesso e ha cercato altrove stimoli nuovi per rilanciarsi. A quel punto, il Cagliari avrebbe preferito un trasferimento a titolo definitivo, il Torino, però, ha scelto il prestito oneroso (400mila euro circa) con un diritto di riscatto già fissato in 6 milioni. L’impatto in Piemonte è stato tutto sommato positivo, abbastanza per giustificare l’investimento che la società granata dovrebbe fare a fine giugno? Tra l’altro, il minutaggio di Prati è calato nel frattempo, il più delle volte parte dalla panchina ed è inevitabilmente sotto osservazione. Da una parte e dall’altra, considerato che sarebbe di nuovo un giocatore del Cagliari se il presidente Cairo non dovesse esercitare l’opzione. Curiosamente, l’unico gol, quest’anno, Prati lo ha segnato proprio al Torino nella gara d’andata, cinque mesi e mezzo fa.

Scalpita il Cholito

Non ha mai segnato al Cagliari da quando ha lasciato l’Isola nel 2021, invece, Simeone. Era partito alla grande in rossoblù, quando poi l’anno successivo è rientrato dall’infortunio si è creato un dualismo con Pavoletti (acquistato, nel frattempo, dal Cagliari proprio per sostituirlo). Sino alla cessione per 10,5 milioni al Verona che, l’estate successiva, ne ha incassati 15,5 dal Napoli grazie ai 17 gol realizzati dal Cholito. Da allora, ogni volta che affronta i rossoblù, Simeone sembra addirittura caricarsi. Come se avesse un perenne conto in sospeso. Cerca domani la dodicesima rete stagionale. Viceversa, Adopo spera di farsi rimpiangere dal Torino col quale ha collezionato una stagione entusiasmante in Primavera e giusto 13 presenze (2 più 11) in Serie A, ma soprattutto il gol qualificazione in Coppa Italia a San Siro contro il Milan.

Cuore granata

Non cerca rivincite, al contrario, Belotti. Quella contro il Toro sarà per sempre la partita del cuore per lui. Sette stagioni indimenticabili nella città della Mole con una valanga di gol: 113 in tutto tra campionato e coppe varie. Ma proprio al Toro spera ora di segnare il gol salvezza per il Cagliari. Destino spietato. Comunque speciale.

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