Capoterra.

«Dobbiamo tutto ai nostri amici» 

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La furia dell’uragano Harry ha rischiato di distruggere ciò che avevano creato in cinque anni di duro lavoro, la solidarietà ha permesso loro di riaprire prontamente i battenti: per il titolare e il personale del ristorante “La miniera del pesce” di Maramura a Capoterra, duramente colpito dalle mareggiate, oggi sarà il ritorno alla vita. Hanno lavorato instancabilmente per due giorni spalando fango e ricacciando via l’acqua del mare con una furia mai vista prima, ma si sono rimessi in piedi.

Per il gestore, Simone Gerina, la riapertura è una rivincita: «Torneremo ai nostri posti già da oggi a pranzo, quasi un miracolo dopo quello che è successo. I danni sono importanti, l’illuminazione esterna è distrutta, una pompa elettrica inutilizzabile e il prato verde è da rifare. L’uragano ha messo in ginocchio il nostro ristorante, ma grazie alla solidarietà dei miei compagni di squadra della Pgs Audax di Frutti d’Oro e dei dirigenti, ma anche dei miei amici, adesso riapriamo».

Marco Peddis, amico e compagno di squadra di Gerina, spiega come la squadra si sia messa subito a disposizione dell’amico ristoratore per fronteggiare l’emergenza: «Quando Simone ci ha inviato le foto del suo locale sommerso dall’acqua, abbiamo unito le forze per renderlo immediatamente operativo. La nostra società è una grande famiglia, è normale prestare aiuto a chi si trova in difficoltà: per due giorni calciatori, dirigenti e amici di Simone hanno spalato fango e ripulito il locale». Esempi di solidarietà che ricordano quelli visti dopo l’alluvione del 22 ottobre del 2008, con il parroco di Frutti d’Oro – e non a caso presidente della Pgs Audax – a coordinare una enorme macchina dei soccorsi che già a poche ore dal disastro era stata capace di fornire pasti caldi, un riparo e vestiti a chi aveva abbandonato la propria casa.

Il sindaco, Beniamino Garau, plaude la sua comunità: «La solidarietà ha permesso a Gerina di riaprire il ristorante. Questo dimostra che nei momenti di grande difficoltà i capoterresi non si risparmino per aiutare chi ha bisogno. Ho girato il territorio per coordinare gli interventi e vedere le ferite inferte dall’uragano, e ho visto con quale impegno polizia locale, compagnia barracellare, protezione civile e semplici cittadini si siano dati da fare per mettere in sicurezza persone e animali intrappolati in casa, e per liberare le abitazioni invase da fango e acqua. Sono orgoglioso della reazione di questa comunità».

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