L’emergenza.

Disagio minorile, apre la comunità Corte Daniela 

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Bambini sempre più piccoli, disturbi in aumento e pochissime strutture per accoglierli. In Sardegna, come in tutta Italia, il disagio psichiatrico minorile cresce, ma le risposte restano limitate. A Cagliari ieri ha aperto “Corte Daniela”, la prima comunità socio educativa integrata per la fascia 6-11 anni: otto posti e una lista d’attesa già attiva.

Un servizio che prova a colmare un vuoto evidente. La struttura, con sei posti residenziali e due semiresidenziali, accoglierà minori con disturbi come adhd, oppositivo provocatorio, disturbi della condotta e dello spettro autistico. «Volevamo offrire un servizio che mancava. Attualmente abbiamo già una lista d’attesa», spiega la responsabile clinica Federica Chessa, sottolineando come «molti minori oggi siano costretti a lasciare la Sardegna per trovare strutture adeguate».

Un dato che si inserisce in un quadro più ampio, segnato da un aumento del disagio e da un abbassamento dell’età dei pazienti. «Dopo il Covid i disturbi neuropsichiatrici sono cresciuti quasi del 28%», evidenzia l’educatrice sanitaria Elisa Bratzu, parlando di difficoltà sempre più diffuse legate alla socializzazione e, in alcuni casi, a nuove forme di dipendenza come quella dai videogiochi. «Si è perso lo stare insieme, fondamentale nello sviluppo, e questo ha portato ad un distaccamento dalla realtà», aggiunge.

La comunità rientra nella tipologia Srp3, strutture a bassa intensità assistenziale, dove l’intervento è per il 60% educativo e per il 40% sanitario. L’equipe è composta da 15 professionisti tra educatori, operatori socio-sanitari, animatori, infermieri e specialisti.Per la realizzazione della struttura sono stati investiti circa 95 mila euro, interamente finanziati dalla cooperativa. Un intervento che si inserisce in un sistema regionale considerato sottodimensionato. «A livello pubblico la situazione è molto difficile, e i numeri sono sempre in aumento», sottolinea il neuropsichiatra infantile Gianluigi Melis, parlando di carenza di servizi e personale. «La Asl riesce solo a tamponare, ma servirebbe un piano serio per la salute mentale dei minori». Intanto la domanda continua a crescere, non solo nell’isola. Alla struttura stanno arrivando richieste anche da fuori regione, segno di un’emergenza diffusa. «Siamo i parenti poveri del sistema sanitario», aggiunge, evidenziando come senza un potenziamento strutturale il rischio sia quello di non riuscire a garantire risposte adeguate.

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