BASKET SERIE A.

Dinamo, c’è anche Macon 

Domani a Trento col nuovo play: «Qui mi sento in famiglia» 

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Sassari. Sorride e parla di «squadra dove mi sento parte di una famiglia» Daryl Macon. Basta già questo per essere fiduciosi nel nuovo americano della Dinamo. I primi allenamenti hanno confermato mani rapide nel passaggio, visione di gioco, prontezza nell'attaccare il ferro e quella duttilità nel giocare sia da play sia da guardia in appoggio a Buie, come confermato dallo stesso Macon nel descrivere le sue caratteristiche. Il tecnico Veljko Mrsic aggiunge: «Lo abbiamo “firmato” perché ci aspettiamo che possa dare una nuova dimensione alla squadra, creando situazioni sia per sé stesso che per i compagni».

Se poi un americano “is meglio che two” - per ribaltare il concetto di una vecchia pubblicità - lo dirà la gara di domani a Trento (inizio alle 19.30) contro un'avversaria solida.

Nella sua prima intervista sassarese Macon ha evidenziato alcuni concetti: «Sono felice e anche grato per questa opportunità. Non conosco bene il campionato italiano, ma ho già giocato due volte contro la Dinamo quando ero al Galatasaray e ho perso due volte. So in quale società sto arrivando. Negli ultimi anni ho cambiato diverse squadre, ma ho giocato in organizzazioni importanti con grandi allenatori».

Maledizione stranieri

Sono partiti in due, Jacob Pullen nella A2 turca e Nate Johnson in Cina. È arrivato solo Macon, quindi il Banco ha solo sei stranieri, ma prosegue la maledizione che impedisce siano tutti e sei disponibili. «Marshall e Thomas sono in dubbio, vediamo se ne recuperiamo almeno uno», ha detto coach Mrsic. Nell'allenamento di ieri mattina il capitano Rashawn Thomas ha svolto il lavoro coi compagni, mentre era assente l'ala Carlos Marshall. Solo Thomas sembra in grado di garantire la presenza, anche se non al cento per cento dopo la distorsione ad una caviglia rimediata prima della pausa.

Unità e rispetto

Il coach Mrsic ha invitato tutti, compresi stampa e tifosi, a stare «uniti perché è importante che la Sardegna resti in A e quindi occorre un atteggiamento positivo, Da parte mia ho fiducia in chi sta giocando perché vedo che nonostante le assenze c'è impegno. Ci manca solo più cattiveria, quella che avrebbe potuto farci battere Napoli e Tortona nonostante i problemi».

Invece il direttore generale Jack Devecchi ha puntualizzato su Veronesi, che ha offeso la società «Aveva un contratto biennale garantito senza uscite ed è voluto andare via. Non tratteniamo nessuno, neppure Johnson che già un mese fa voleva andare via. Ma chiediamo rispetto perché ce lo siamo meritati in questi 16 anni».

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