L’emergenza

Diga aperta, campi allagati 

Allarme per l’invaso di Isili, l’acqua invade le colture della Marmilla 

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Paratia aperta nella diga Is Borrocus di Isili, tre grosse cascate lasciano andare l’acqua che in pochi giorni ha riportato il lago al massimo della sua capienza. Per poter gestire la situazione affinché non diventi critica, Enas ha disposto l’apertura, seppure limitata, della paratia così da gestire in sicurezza l’equilibrio tra acqua in entrata (perché continua a piovere) e acqua in uscita. E l’acqua ha ingrossato il Rio Mannu: allagate le campagne della Marmilla a valle.

L’allerta

Attenzione massima per il lago di Isili che appena un mese fa era ai minimi storici tanto da aver fatto preoccupare amministratori, ortolani e cittadini comuni. Il 31 dicembre era sotto il 30% dell’acqua invasata, oggi è al massimo, anzi oltre visto che tracima.

L’aumento esponenziale del livello del lago ha richiamato subito l’attenzione di tutti, il comune ha disposto la chiusura della strada a valle della diga per via della tracimazione cominciata due giorni fa e poi l’apertura della paratia centrale della diga per contenere l’enorme quantità di acqua che continua ad entrare nel lago di san Sebastiano. Questo ha portato ad un ingrossamento del fiume Flumini Mannu il cui letto raggiunge i tanti paesi della Marmilla che ricevono l’acqua proprio dal lago del Sarcidano. Le condizioni del clima non sembrano migliorare neppure nei prossimi giorni, il maltempo persiste, la pioggia non smette di cadere se non per pochi minuti e dopo la tregua rinizia correndo nelle cunette, invadendo le strade, soprattutto quelle rurali, e alimentando le piccole cascate lungo la strada che porta alla diga.

L’area occupata dalla Polisportiva di Isili è completamente allagata, l’acqua ha raggiunto anche la stradina che porta al pontile che ormai galleggia in mezzo alle acque mosse da un vento violento. Dall’altra parte del lago nella sede del circolo Nautico, le imbarcazioni sono di nuovo in balìa dell’acqua che continua ad agitarsi.

A valle

La preoccupazione maggiore resta comunque quella per i paesi a valle della diga, dove l’acqua sta arrivando impetuosa. L’acqua rilasciata dall’invaso di Isili ha sommerso la bassa Marmilla. A Furtei l’acqua ha raggiunto livelli altissimi. Anche le campagne tra Turri e Ussaramanna sono finite sott’acqua, e la pioggia incessante ha aggravato la situazione.

A Furtei l'acqua ha superato di circa 150 metri gli argini del fiume, sommergendo i campi. «Non siamo stati avvisati in tempo. Molte persone avevano mezzi e attrezzature che avrebbero potuto ritirare e salvare. Non si può aspettare la sera prima per avvisare dell’apertura della diga. Inoltre, se il fiume fosse stato pulito meglio - la competenza è regionale - non ci troveremmo in questa situazione», dice l’assessore all’Ambiente di Furtei, Andrea Pinna, che parla a nome dei numerosi agricoltori colpiti: «Al momento non è ancora possibile stimare con precisione i danni, ma la situazione è grave».

I danni

Rovinate colture di fave, carciofi, asparagi, grano e gran parte delle semine già effettuate rischiano di marcire o di essere compromesse dai funghi a causa dell’improvvisa ondata d’acqua. Inoltre, molti terreni erano già in fase di preparazione per le colture primaverili, ma ora, non appena si ritireranno le acque, saranno ricchi di detriti e pietrame. «Chi poteva assicurare non l’ha fatto, perché i ristori sono sempre pochi e, per ottenerli, bisogna raggiungere una certa percentuale di danno sul ricavato. E poi assicurare un ettaro di carciofi costa 3mila euro», conclude Pinna.

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