La salvaguardia dei beni culturali è a rischio, e a Barumini, dov’è custodito il sito Unesco Su Nuraxi non si sta certo tranquilli. «L’ampliamento degli impianti da fonti rinnovabili ammissibili nelle zone cuscinetto dei siti Unesco è una scelta che ci preoccupa profondamente», dice Emanuele Lilliu, sindaco di Barumini.
«Queste aree svolgono una funzione essenziale nella protezione dei beni e del paesaggio che li circonda: allargare le possibilità di intervento impone la massima attenzione». Per Lilliu, «tutelare Su Nuraxi significa difendere la nostra storia e il futuro della comunità e della Sardegna». Grazie al turismo legato al sito, Barumini ha un tasso di disoccupazione tra i più bassi dell’Isola: un equilibrio che la norma potrebbe mettere in discussione. «Attorno a questo patrimonio di inestimabile valore abbiamo costruito un sistema culturale e turistico che crea lavoro, offre opportunità ai giovani e alle imprese del territorio».
A Barumini vogliono approfondire la norma per capirne i rischi reali. «Conoscere in maniera approfondita i dettagli è indispensabile per la salvaguardia del nostro territorio e soprattutto per il sito Unesco Su Nuraxi di Barumini, anche alla luce dei vincoli esistenti».
All’orizzonte, quindi, tavoli interistituzionali: «Sarà necessario un confronto con il Ministero, la Regione e le altre istituzioni per attivare tutti gli strumenti utili a difendere le prerogative della nostra comunità, l’economia locale e un contesto paesaggistico che custodisce una parte fondamentale della storia e della cultura della Sardegna, riconosciuto patrimonio dell’umanità». Anche il Gruppo d’intervento giuridico interviene sull’emendamento: «La possibile installazione di centrali di produzione energetica da fonti rinnovabili presso beni rientranti nel patrimonio mondiale Unesco», dice Stefano Deliperi, «costituisce l’ennesimo, ottuso, favore agli speculatori dell’energia. Il governo dovrebbe preoccuparsi di fare una seria pianificazione legata ai reali bisogni nazionali. Già oggi i progetti sono molto superiori alle necessità al 2030».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
