Quartucciu.

«Dietro la sfiducia ragioni personali, no alle Regionali» 

Pietro Pisu punta al terzo mandato: «La mia missione è servire il paese» 

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Pietro Pisu non se l’aspettava. «Era noto che la vicesindaca coltivasse l’ambizione di diventare sindaca, ma non esistevano motivazioni politiche che potessero giustificare o far presagire una sfiducia nei miei confronti a sette mesi dalla fine della consiliatura», dice l’ormai ex primo cittadino di Quartucciu, costretto a terminare anticipatamente il suo secondo mandato dopo lo scioglimento del Consiglio comunale causato il 23 ottobre dalle dimissioni di nove consiglieri. Tra questi, quattro esponenti della maggioranza: la vicesindaca Elisabetta Contini, Simone Santabarbara, Adriano Piludu e Alessandro Piras.

Allora, come se lo spiega?

«Non riesco a individuare altre ragioni se non quelle di natura personale. Non a caso, otto consiglieri su dodici della maggioranza hanno espresso la loro contrarietà a questa scelta e si ricandideranno con me a giugno».

La vicesindaca ha dichiarato che lei l’avrebbe pugnalata alle spalle per ricandidarsi a sindaco e che vorrebbe usare Quartucciu come trampolino di lancio per le Regionali.

«La verità è che dopo l’introduzione nel 2024 della possibilità del terzo mandato, il gruppo ha ritenuto che non vi fossero ragioni per cambiare la guida di un progetto amministrativo che ha ottenuto risultati concreti e tangibili. Se i cittadini mi rinnoveranno la fiducia come sindaco di Quartucciu, continuerò a dedicare tutte le mie energie alla comunità che ho l’onore di amministrare».

E le Regionali? Neppure in caso di mancata rielezione al Comune?

«Per quanto mi riguarda, non rientra nei miei progetti. La mia missione è sempre stata quella di servire al meglio Quartucciu e contribuire alla sua crescita».

I suoi ex consiglieri l’hanno anche accusata di esercitare il mandato in maniera poco democratica.

«La verità è che ho sempre coinvolto l’intera maggioranza nell’analisi delle deliberazioni da portare in Consiglio comunale. Ogni consigliere ha sempre avuto la possibilità, sia negli incontri di maggioranza che nelle riunioni propedeutiche al consiglio, di esprimersi e contribuire al percorso decisionale».

Invece, l’opposizione la accusa di aver aumentato le tasse e di essere in ritardo con la realizzazione delle opere pubbliche.

«La fine anticipata della consiliatura ha impedito di portare in approvazione, il 27 ottobre, una rilevante variazione di bilancio che avrebbe consentito di adottare provvedimenti concreti a favore di cittadini e imprese: dalla riduzione della Tari e dell’Imu ai ristori per le attività commerciali di via Rosselli e via Don Minzoni, che hanno subito le conseguenze dei ritardi nei lavori pubblici. Quanto alle opere pubbliche, bisogna essere seri e onesti con i cittadini: si può programmare l’apertura di un cantiere, ma la chiusura è spesso condizionata da fattori tecnici e burocratici che vanno oltre la volontà politica dell’amministrazione».

Detto che i consiglieri dimissionari smentiscono che all’ordine del giorno figurassero questi interventi, qualcosa da rimproverarsi ce l’avrà...

«Aver riposto troppa fiducia in alcune persone. Tuttavia, il gruppo che ha scelto di non interrompere questo percorso è determinato e guarda avanti, rendendomi ancora più motivato a proseguire il lavoro avviato con obiettivi precisi, come quelli di riqualificare il Rio Is Cungiaus, completare il Piano di risanamento urbanistico di Arbuzzeri e dare una viabilità moderna e funzionale a Quartucciu».

Lei risulta indagato per l’assunzione della figlia di un tecnico attraverso lo scorrimento della graduatoria di un altro Comune: un po’ scomoda come storia per un amministratore...

«Sono totalmente estraneo ai fatti contestati e, fin da subito, ho chiesto di essere ascoltato mettendo a disposizione le prove documentali necessarie. Ho chiarito la mia posizione respingendo ogni accusa: confido che questa vicenda possa concludersi rapidamente e che la verità emerga con chiarezza e in modo definitivo. Non posso però nascondere che questa situazione mi abbia profondamente colpito sul piano umano. Nella mia vita privata, e maggiormente nell’attività politica e amministrativa, ho sempre improntato il mio comportamento al rispetto delle regole, della legalità e delle istituzioni, valori che hanno guidato ogni mia scelta. Per questo essere associato a contestazioni di questa natura mi ferisce particolarmente. Con il conforto della fede, affronto questa fase con serenità e fiducia negli accertamenti in corso, certo che consentiranno di ristabilire la verità e confermare la mia totale estraneità a ogni addebito».

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