Cultura.

Dieci capolavori per la “sua” Pinacoteca 

I figli di Carlo Contini mettono a disposizione del Comune i quadri del maestro 

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Il più prezioso è “Suonatore di organetto”, valutato 40mila euro. Ma il valore dei dieci dipinti di Carlo Contini che presto andranno a impreziosire le sale della Pinacoteca, va ben oltre quello economico (la stima complessiva è di 187mila euro). Le opere raccontano momenti e temi diversi del percorso creativo di uno dei protagonisti del Novecento sardo, arricchendo la collezione dedicata al maestro. A metterle a disposizione del Comune, in comodato gratuito per tre anni rinnovabili, sono i figli Carla Valeria e Valerio Emilio Contini. Un accordo che riaccende i riflettori anche sul più ampio patrimonio artistico comunale, ricco di opere di pregio ma in gran parte nascosto.

L’accordo

La selezione attraversa quasi 4 decenni: dall’Autoritratto del 1930 per arrivare a “L’Albero cuccagna” (bozzetto), “Ritmi di giostra”, “Prova fregio scuola Alagon”, “S’istrumpa”, “Cavalieri dell’Ardia” (bozzetto), “La macchia” (o Sardegna antica), “Santulussurgiu” e “Porto di Olbia di notte”. La proprietà resterà agli eredi, mentre il Comune potrà esporre i dipinti e, previo accordo, concederli temporaneamente in prestito ad altre istituzioni culturali. Il rapporto tra la famiglia Contini e l’Amministrazione è consolidato: nel 2019 all’Ente erano già state donate tre opere.

I commenti

«La valorizzazione della figura e dell’opera di Carlo Contini è un impegno importante per la nostra città», dichiara il sindaco, Massimiliano Sanna. Per l’assessore alla Cultura, Simone Prevete, l’arrivo dei dipinti rappresenta «un’opportunità significativa per rafforzare il ruolo della Pinacoteca come luogo di conservazione, ricerca e divulgazione culturale».

Il patrimonio

Ma il patrimonio artistico comunale non si esaurisce nella collezione Contini. Una ricognizione di qualche anno fa censiva oltre 400 opere pittoriche con lavori di importanti esponenti sardi come Giuseppe Biasi, Antonio Ballero, Pietro Antonio Manca, Dino Fantini, Libero Meledina, Mario Delitala, Carmelo Floris e Stanis Dessy, insieme a Felice Melis Marini, Melkiorre Melis, Giovanni Marras, Foiso Fois, Antonio Atza, Ermanno Leinardi e Maria Lai.

Tra quelle di maggiore interesse il Retablo di San Martino e parti dei retabli del Santo Cristo e dei Consiglieri, conservati all’Antiquarium, e le tele di Antonio Benini dedicate a Eleonora d’Arborea. Nella sala Giunta di Palazzo Campus-Colonna spicca invece la grande tela “Il mercato di Santa Croce” (1990) di Antonio Corriga. Un patrimonio di grande valore che resta in gran parte lontano dalla fruizione pubblica.

Il progetto

«Al momento la Pinacoteca è chiusa per lavori di riqualificazione: riapriremo a Natale con una mostra permanente - spiega la direttrice, Silvia Loddo – Stiamo ragionando anche su un’esposizione a rotazione delle opere custodite negli edifici comunali, per consentire al pubblico di ammirare dipinti che solitamente sono visibili a pochi».

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