Dopo il ciclone

Detriti nell’Omodeo, pulizie in ritardo 

I Comuni non hanno fatto in tempo a raccogliere il materiale: ora è sott’acqua 

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ll maltempo ha portato non solo acqua. L’immagine del Lago Omodeo, croce e delizia dei Comuni che gravitano attorno al grande invaso artificiale, è desolante. Plastica, legname, vetro, inerti: un mosaico di degrado che riaccende i riflettori sullo stato di salute del bacino e che, ironia della sorte, prima che il Comune di Tadasuni potesse intervenire, sono stati nuovamente “rimangiati” dalle stesse acque. Per ora l’invaso soffoca sotto detriti e materiali, un problema antico quanto il lago stesso.

Progetti messi da parte

Eppure, solo un anno fa, gli amministratori locali avevano lanciato una sfida ambiziosa: trasformare l’Omodeo da problema a risorsa attraverso il “Contratto del Lago”, uno strumento partecipativo che coinvolge 18 Comuni appartenenti alle Unioni del Guilcier e del Barigadu. La firma del documento di intenti, aveva segnato l’avvio di un percorso condiviso per la tutela e la valorizzazione dell’invaso. In quell’occasione erano stati ascoltati i tecnici Elena Dai Prà e Angelo Besana dell’Università di Trento, Antonella Luglié dell’Università di Sassari e Giuseppe Scanu della Ser.Pro. Srls. Un confronto che aveva prodotto un primo quadro conoscitivo e indicato tempi e modalità per passare ai fatti. Ma oggi, a distanza di mesi, il sindaco di Tadasuni Pierpaolo Pisu denuncia un immobilismo preoccupante: «Siamo in gravissimo ritardo. Il lago ha urgente bisogno di interventi efficaci ed è sporco come non mai. Il lavoro affidato dall’Unione dei Comuni è fermo al palo, con ritardi non più tollerabili. Servono provvedimenti concreti per ripulire l’Omodeo e preservarne la bellezza e il valore ambientale».

La situazione

Una presa di posizione netta, che trova riscontro anche nelle immagini diffuse in questi giorni: sponde ricoperte di rifiuti, un colpo al cuore per chi sogna un lago fruibile, pulito, capace di generare economia e turismo. Il presidente dell’Unione dei Comuni, Serafino Oppo, riconosce le criticità ma assicura che la macchina amministrativa si è rimessa in moto: «Sono consapevole dei ritardi. Purtroppo la prassi seguita - sottolinea Oppo - non ha prodotto quanto dovuto nei tempi stabiliti. Abbiamo risolto i contratti con il gruppo scientifico e stiamo definendo il coordinamento dei lavori svolti dall’Università di Sassari sulle analisi delle acque e sull’intero bacino idrografico. Questo ci permetterà di individuare i temi da inserire nel contratto di Lago». Oppo annuncia inoltre che è in corso la progettazione di un primo intervento di bonifica, che riguarderà la rimozione di tralicci e altri materiali abbandonati. Solo dopo questa fase si potrà procedere alla sottoscrizione formale del contratto, che diventerà vincolante per tutti i soggetti coinvolti. Non solo i sindaci, ma soprattutto gli enti proprietari e gestori dell’invaso, come Regione, Enel e Consorzio di Bonifica, oltre ai Comuni del Tirso. Il caso del Lago Omodeo dimostra quanto la gestione delle risorse naturali sia complessa e richieda una collaborazione costante tra istituzioni, enti tecnici e comunità locali.

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