Tavolo verde

Dermatite, la Regione con Coldiretti: «Per l’Isola vessazione irragionevole» 

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La misura è colma. E a tre giorni dalla protesta di Coldiretti organizzata a Olbia, anche l’assessore all’Agricoltura Francesco Agus prende una posizione molto netta sulla questione dermatite bovina. «Per l'ennesima volta la Sardegna subisce una vessazione irragionevole. Addirittura in questo caso si confermano misure restrittive nei confronti di un focolaio che non esiste più. Siamo nel campo della fantascienza», ha detto ieri al tavolo verde con le associazioni di categoria convocato per fare il punto sulla situazione della filiera lattiero-casearia e sulle misure di sostegno al comparto agricolo.

Emergenza

Ma alla fine, a tenere banco è l’emergenza dermatite e soprattutto i problemi legati al mondo delle campagne. «L’Isola sta vivendo una situazione assurda - ha spiegato il presidente di Coldiretti Battista Cualbu - abbiamo focolai chiusi da oltre cento giorni, ma ci sono norme intorno alle quali si stanno incartando i servizi veterinari ministeriali ed europei. È necessario declassificare la malattia, non è possibile che gli allevatori che hanno fatto il proprio dovere, vaccinando praticamente tutti gli animali, vengano tenuti in ostaggio da pochi casi». Per Giuseppe Patteri, presidente di Copagri, «in Sardegna la dermatite bovina ormai è endemica, benchè gli allevatori abbiano fatto tutto quello che dovevano fare, in primis vaccinando il bestiame ed evitando così il propagarsi della malattia. Ora è quindi necessario che la politica si attivi per limitare i blocchi che di fatto non stanno permettendo di spostare i capi».

Stato dell’arte

Nell'isola, due focolai di fatto sotto controllo impediscono le movimentazioni: a Samugheo sono state completate le attività di controllo e sorveglianza, e tuttavia, nelle interlocuzioni con la Commissione europea, si è prospettato il mantenimento di un'area di restrizione di 20 chilometri intorno all'allevamento. A Escalaplano, invece, il focolaio confermato il 3 giugno resta formalmente attivo perché l'ordine di abbattimento di parte degli animali è stato sospeso in sede giudiziaria. Il Tar ha concesso la sospensiva, successivamente confermata dal Consiglio di Stato l'11 settembre. E la permanenza formale del focolaio continua a incidere sulla definizione delle zone di restrizione e sulla movimentazione.
Da qui la presa di posizione di Agus che sposa in pieno le ragioni delle organizzazioni agricole da settimane sul piede di guerra: «In questa situazione a venire lesi sono i diritti degli allevatori che hanno fatto tutto quello che era in loro potere e tutto il loro dovere – ha chiarito l’assessore – in Sardegna siamo arrivati a un livello di vaccinazione inedito, perché il 99% dei capi è qualcosa che nel nostro territorio non si era mai visto, e non ha eguali nemmeno nelle altre regioni. Però, nonostante siano stati fatti gli abbattimenti, a capo abbattuto rimane il focolaio». Ovviamente, ha aggiunto, «non è accettabile, e in questo caso parliamo del secondo focolaio, che il ricorso presentato da un allevatore, per carità pienamente legittimo, leda i diritti di un intero comparto produttivo. Quindi la sensazione è che nel bilanciamento degli interessi non tutto sia stato calibrato».

Lattiero-caseario

Un passaggio anche sulle misure a sostegno della filiera lattiero casearia con i risultati presentati al tavolo verde dal presidente di Sfirs Riccardo Barbieri. Tra questi, l’attuazione del minibond per garantire liquidità: in pratica le cooperative in crisi invece di svendere il prodotto, hanno potuto usufruire di credito da parte della società finanziaria della Regione. Barbieri ha anche presentato lo strumento del destocking che servirà a immobilizzare una parte delle giacenze di pecorino romano in magazzino per consentire, a regime, di ridurre le quantità prodotte. (ro. mu.)

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