Roma. Finisce all'attenzione della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, il caso “Bisteccheria Italia”, il ristorante romano di cui era socio l'ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e che vede indagato Mauro Caroccia - che sta scontando una pena a 4 anni per legali con il clan camorristico dei Senese - accusato con la figlia di riciclaggio.
Da martedì sera è all'attenzione dell'organo parlamentare la richiesta della Procura che vuole acquisire tutte le chat intercorse tra l'esponente di Fdi e l'indagato. Nei prossimi giorni si procederà con la nomina di un relatore per l'esame.
Sull'esito del voto al momento fonti parlamentari di Forza Italia si limitano a dire che «prima c'è la necessità di leggere le carte» ma a microfoni spenti nel centrodestra c'è chi si dice già certo che la richiesta «non sarà accordata» in quanto «incongruente». Le opposizioni invece invitano Andrea Delmastro - non indagato nel procedimento - a mettere a disposizione degli inquirenti le chat.
L'iniziativa dei magistrati di piazzale Clodio è legata al sequestro del cellulare di Caroccia disposto ed eseguito nelle scorse settimane. Gli inquirenti puntano ora ad analizzare i messaggi scambiati tra i due per ricostruire i rapporti e la genesi della società 'Le 5 Forchette', proprietaria del ristorante al centro dell'inchiesta. Nell'atto partito dalla Procura si chiede alla Camera di essere autorizzati ad «accedere e prendere cognizione delle comunicazioni, memorizzate sul dispositivo in sequestro, destinate all'onorevole Delmastro e provenienti dal medesimo, nonché ad acquisirle agli atti del procedimento».
Secondo la difesa di Caroccia, dalle conversazioni - contenute in una chat ribattezzata proprio '5 Forchette' - non emergerebbero elementi di rilievo penale.
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