Carbonia

Delitto Pusceddu, gli indagati  restano in cella 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Restano tutti in carcere i quattro indagati sospettati di essere i presunti mandanti e gli esecutori dell’omicidio di di Marco Pusceddu, il soccorritore del 118 ucciso con quattro colpi di pistola al petto la notte del 7 agosto 2025, nella sede dell'associazione Intervol, a Buddusò. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari, Giuseppe Grotteria, ha rigettato le richieste di mitigazione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che alcuni dei legali avevano formalizzato. In cella ci sono Maria Cristina Falchi, 57 anni, di Iglesias, ex fidanzata di Pusceddu (difesa dall'avvocata Alessandra Ferrara), e il suo attuale compagno, Ramon Pirosu, 45 anni di Carbonia, collega della vittima (difeso dall'avvocato Alessandro Corrias), ritenuti dagli inquirenti gli ideatori del delitto, e i due presunti killer assoldati - secondo l'accusa - con 15mila euro, Bronzo Amhetovic, 42 anni, e Dejane Adzovic di 26 anni (difesi dagli avvocati Alessio De Gregoris e Michele Satta). Nessuno dei quattro, al momento, ha annunciato che farà richiesta di riesame, ma per capire cosa accadrà bisognerà aspettare ancora qualche giorno.

Nel corso degli interrogatori – effettuati in videoconferenza dal carcere di Uta – i quattro indagati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. Nel frattempo proseguono gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dalla sostituta procuratrice di Sassari, Elisa Succu. Il quadro accusatorio sembra ormai essere stato definito, con anche la ricostruzione di un precedente tentativo di omicidio avvenuto qualche mese prima. Non è escluso, dunque, che a breve arriva la chiusura delle indagini. (fr.pi)

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?