Le indagini.

Delitto o disgrazia? Un super esperto per fugare i dubbi 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Le conclusioni dei Ris dovranno essere confrontate con quelle dei consulenti della difesa e della famiglia di Manuela Murgia nell’udienza del 29 gennaio davanti al giudice Giorgio Altieri, ma nel frattempo si fa strada la necessità di una nuova super-perizia che deve stabilire una volta per tutte com’è morta la 16enne: se vi sia stata o meno violenza e se, cosa più importante, la morte possa essere ricondotta a un «maleficio».

Insomma, allo stato attuale – nonostante la riapertura del fascicolo da parte della Procura con l’ipotesi di omicidio volontario – ancora gli investigatori non hanno fugato i dubbi su come la ragazza sia morta. L’autopsia effettuata dai consulenti del pm Pani, il medico legale Francesco Paribello e l’anatomopatologo Giuseppe Santa Cruz, sosteneva la 16enne fosse caduta dal canyon di Tuvixeddu e che la dinamica fosse accidentale o legata a un suicidio. Trent’anni dopo, invece, il medico legale Roberto Demontis, incaricato dalla famiglia, aveva rivisto i documenti e le immagini dell’esame autoptico, ipotizzando che la giovane potrebbe essere stata investita volontariamente e che sul corpo ci sarebbero stati i segni di un rapporto sessuale «energico». Ora che i Ris hanno completato il lavoro, il pm potrebbe sollecitare al giudice la nuova perizia medico-legale.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?