Il caso

Delitto Mocci: caccia al quarto uomo 

I Ris potrebbero svelare il nome del complice della rapina e dell’omicidio 

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I carabinieri stringono il cerchio anche sul terzo componente della presunta banda di rapinatori che avrebbero aggredito e ucciso il 23enne di Villacidro, Leonardo Mocci, colpito al cuore da un proiettile sparato da una calibro 9 la notte del 22 aprile scorso. Il muratore, morto quasi subito, era intervenuto vedendo che i malviventi, armati, stavano rapinando un amico con il quale era andato in piazza Settimio Severo, a Monserrato: i due giovani si erano portati dietro 10mila euro per comprare 3 chili di hascisc dry, ma in realtà era tutta una trappola. In carcere, su ordine di custodia cautelare della giudice Claudia Sechi, sono il quartese Daniel Campus, 22 anni, che avrebbe organizzato la trappola assieme ai fratelli cagliaritani Gianmarco e Filippo Tunis, di 23 e 19 anni. La Procura è certa che ci sia un quarto complice, su cui si starebbe stringendo il cerchio grazie agli esami biologici e quelli dei video di numerose telecamere a circuito chiuso che avrebbero ripreso i tre malviventi scappare.

Gli interrogatori

Lunedì i tre giovani arrestati compariranno davanti alla giudice Sechi per gli interrogatori di garanzia: il quartese è assistito dai legali Alberto Pani e Francesca Mannai, mentre i fratelli di Pirri sono difesi dall’avvocato Riccardo Floris. Daniel Campus è l’unico che, dopo essere stato sentito dai carabinieri del Nucleo investigativo di Cagliari come persona informata quando lo si riteneva ancora un testimone, è poi in Procura in veste di indagato, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Le prime dichiarazioni rilasciate agli investigatori possono servire solo per finalità d’indagine, ma non sono utilizzabili a processo. Ora bisognerà attendere lunedì, quando tutti e tre dovranno presentarsi davanti al Gip del Tribunale per l’interrogatorio che segue l’esecuzione della misura cautelare. Per tutti i pm Enrico Lussu e Diana Lecca ipotizzano il concorso in rapina e l’omicidio aggravato.

Le indagini

Eseguita giovedì la misura cautelare nei confronti dei tre indagati, i carabinieri del Nucleo investigativo e quelli del Ris proseguono le indagini per ricostruire nel dettaglio sia la sanguinosa rapina che identificare il presunto complice che ancora non ha un nome. Dall’ordinanza cautelare emerge che gli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche avrebbero prelevato numerosi mozziconi di sigarette e campioni biologici nel punto dove, secondo alcuni testimoni, i tre rapinatori avrebbero atteso (pare anche in compagnia di Campus) l’arrivo del muratore di Villacidro e dell’amico di Serramanna, diventato adesso un testimone chiave del delitto. Era lui incaricato di consegnare i soldi e ritirare la droga, mentre Mocci era rimasto in auto: una volta sceso, però, i tre aggressori sono spuntati all’improvviso e gli hanno puntato una pistola alla tempia, iniziando a picchiarlo e portandogli via i 10mila euro. Pochi istanti dopo, uno dei tre ha sparato un colpo al petto da distanza ravvicinata, si parla di meno di due metri, al 23enne che era sceso dall’auto in soccorso dell’amico. I carabinieri hanno sequestrato anche tantissimi capi d’abbigliamento nel tentativo di identificare il presunto complice che ancora non ha un nome. Per il momento non è ancora chiaro nemmeno chi abbia sparato: in un passo dell’ordinanza si parla del più grosso dei rapinatori, più avanti del più piccolo dei fratelli Tunis. Ma la Procura, per chiedere la custodia cautelare al Gip dei tre indagati, avrebbe usato solo una piccola parte degli elementi che ha già raccolto, dunque a breve si attende la nuova svolta.

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