Finanza.

Delfin, il maxi rilancio di Del Vecchio 

Dalla banca Citi 22 miliardi per l’acquisto delle quote di fratelli e sorelle 

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Leonardo Maria Del Vecchio tenta di ridisegnare gli equilibri di Delfin, la cassaforte lussemburghese della famiglia, proponendo ai fratelli e alle sorelle di acquistare le loro quote. L'offerta prevede quasi 3,7 miliardi di euro per ciascuna partecipazione del 12,5%, con un finanziamento da 22 miliardi della banca americana Citi. L'operazione valuta la holding circa 29,6 miliardi, considerando anche le quote dell’imprenditore 31enne e della madre, Nicoletta Zampillo.

L'obiettivo è rilevare dal 62,5% all'87,5% di Delfin, che detiene il 34,5% di EssilorLuxottica e partecipazioni in Mps, Generali e Unicredit. Il pagamento potrebbe avvenire in contanti oppure per il 30% subito e per il restante 70% in azioni EssilorLuxottica dopo 12-14 mesi. Per chi volesse restare legato alla holding è previsto un patto parasociale su strategie, nomine e dividendi, con regole definite per l’uscita.

In una lettera pubblicata da QN, Leonardo Maria spiega che il veicolo per l'acquisizione avrebbe una governance rafforzata, con uno statuto vincolante e due consiglieri con esperienza manageriale, finanziaria e legale, chiamati a esprimere pareri vincolanti sulle decisioni più importanti. Ai familiari è stato proposto un incontro entro il 7 novembre.

Quattro su otto dicono no

Quattro degli otto soci hanno però già respinto l'offerta con una lettera comune. Tra loro Rocco Basilico, figlio di Nicoletta Zampillo, che aveva già rifiutato una precedente proposta del fratello. Paola e Luca Del Vecchio hanno inoltre chiesto a Lmdv Fin una penale da 500 milioni per il mancato acquisto delle loro quote, inizialmente valutate cinque miliardi ciascuna. Quella trattativa era tuttavia saltata dopo il rifiuto del cda di Delfin di concedere la lettera di patronage necessaria al finanziamento.

La proposta di Strnad

La nuova proposta si confronta con quella del magnate ceco Michal Strnad, che ha offerto circa 30 miliardi per la holding, prevedendo anche l'ingresso di altri investitori. Entrambe le offerte prendono come riferimento il valore del patrimonio netto, applicando uno sconto del 30%. Strnad punta a chiudere in tre mesi, ma serve una modifica dello statuto approvata dall'88% del capitale. Leonardo Maria vuole invece mantenere la partecipazione in EssilorLuxottica sotto il controllo della famiglia.

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