Tuvumannu.

Degrado in via Castelli: «Le palazzine dove viviamo stanno cadendo a pezzi» 

La protesta dei residenti: «Tante promesse ma le istituzioni ci hanno abbandonato» 

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Marciapiedi a pezzi, enormi dossi e voragini come crateri nel manto stradale. Per Raffaele Sannais, 42enne residente in via Castelli, invalido, il rischio di cadere rovinosamente a terra e farsi male è sempre dietro l’angolo. Tra barriere architettoniche, inciviltà imperante e incuria, ogni passo in stampelle è diventato per lui un azzardo. Ogni giorno è costretto a fare lo slalom tra buche, macerie, rattoppi stradali stratificati, rifiuti abbandonati, radici sporgenti e rami crollati. Tutto per riuscire ad arrivare alla fermata dell’autobus. «Che a volte neanche passa più», riferisce amareggiato, «perché il mezzo, date le sue dimensioni, fatica a transitare e soprattutto a effettuare le manovre in via Castelli proprio a causa delle pessime condizioni in cui versa l’asfalto».

Tour nel degrado

La sua vita è diventata di fatto impossibile. Ma lo stesso discorso vale per tanti anziani con problemi di deambulazione che vivono in via Castelli. «Le istituzioni ci hanno del tutto abbandonato», si sfoga, «nessuno fa niente per noi nonostante le nostre segnalazioni e non se ne può più. Siamo stanchi, stufi e io non ho problemi a parlare con nome e cognome e metterci anche la faccia». Arrancando, ma determinatissimo a mostrare tutto, Sannais ci diventa guida del “tour del degrado” tra carcasse d’auto date alle fiamme (l’ultima, una Smart, pochi giorni fa), cumuli di rifiuti ovunque e alberi pericolanti.

Istituzioni assenti

«In via Castelli si entra e si esce in auto solo da via Is Maglias, per cui siamo isolati», spiega, «mentre per chi si muove a piedi esiste un altro passaggio, rappresentato dalle scalette, diroccate e pericolose, che scendono giù in via Argonne, dove però un gigantesco pino minaccia di schiantarsi al suolo e di travolgere qualche sfortunato di passaggio. Abbiamo già segnalato il pericolo, ma non è ancora intervenuto nessuno. E non è affatto l’unico albero a rischio. Ma forse si sta aspettando il ferito o addirittura il morto». E non è tutto: a destare molta preoccupazione tra i residenti ci sono le precarie condizioni in cui versano gli stabili comunali. «Le nostre case stanno cadendo a pezzi nell’indifferenza generale», denuncia Sannais, «l’ultima volta che sono stati effettuati interventi io avevo otto anni e la situazione è peggiorata dopo i lavori per il tunnel di Tuvumannu, rimasti incompiuti, con problemi di instabilità e smottamenti». Tra ingressi puntellati e cornicioni che si sbriciolano la paura è palpabile nell'aria.

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