L’inasprimento delle pene per chi assalta i furgoni blindati e i caveau, ma anche un pesante giro di vite per tutte le rapine compiute dalla criminalità organizzata, con il trasferimento immediato delle competenze investigative dalle Procure circondariali (che nell’Isola sono Cagliari, Oristano, Nuoro, Tempio, Lanusei e Sassari) alla Procura distrettuale antimafia che opera con quattro magistrati nel capoluogo. La novità entrata in vigore lo scorso febbraio nel Decreto sicurezza approvato dal Governo era stata fortemente voluta dal capo della Dda sarda, Rodolfo Sabelli, e dal Procuratore generale di Cagliari, Luigi Patronaggio. Erano stati proprio i due massimi magistrati inquirenti dell’Isola a chiedere la possibilità di introdurre modifiche sia all’attività di indagine che sul fronte delle pene, così da contrastare un fenomeno che fa paura non solo in Sardegna: banditi che pianificano gli assalti in strade trafficatissime e sparando a tutto spiano tra le auto, con armi da guerra, per rapinare i blindati. (fr.pi.)
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