Banche e sanità sono i fronti aperti della manovra, per la quale si avvicinano il momento delle scelte. Con un confronto che si accende sul piano politico, ma anche tra politica e categorie sull'intervento che vale 5 miliardi che il governo ipotizza sulle banche, ma anche sulle assicurazioni e sulle istituzioni finanziarie. La cornice è tracciata: 23,5 miliardi, dei quali poco più di 10 sono indipendenti dalla clausola di salvaguardia europea per l'energia e la difesa. La coperta è corta ed è più che probabile che molte delle misure ipotizzate siano tra loro alternative. Le scelte, molto probabilmente, saranno chiuse la prossima settimana dalla maggioranza. Dai documenti elaborati emerge anche qualche dettaglio. I magistrati sembrano aver spuntato fino a 100mila euro a testa per l'adeguamento delle loro retribuzioni per il periodo 2018-2023, a seguito di diverse sentenze del Consiglio di Stato. Di certo il primo fronte è quello delle banche. L'Associazione bancaria italiana non ci sta a sostenere il maggior peso della manovra. «Non li pagano i banchieri con il cilindro della City» ma investitori e risparmiatori ai quali «dobbiamo garantire che ci sia la certezza del diritto», ha detto il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli facendo un riferimento alla Costituzione che non prevede che qualcuno debba essere mazzolato. C'è poi il tema sanità. Sulla salute vogliono dire la loro anche i governatori. La commissione Salute e finanza della Conferenza delle Regioni ha chiesto 6,8 miliardi per il settore, finora ne sono previsti meno della metà, 2,4. Briciole secondo i governatori.
A Bruxelles
Intanto, a Bruxelles la premier Giorgia Meloni ha incassato un’intesa importante con la Commissione Ue sul decreto bollette: il governo potrà intervenire nella formazione del prezzo dell'elettricità senza intaccare le norme europee sull'Ets. «Una trattativa lunga ma costruttiva, l'intesa ci consentirà di abbassare i costi», ha sottolineato Meloni. I prezzi dovrebbero ridursi di un terzo. «Anche sulla richiesta di ulteriore flessibilità dopo aver parlato con Ursula von der Leyen sono ottimista», ha spiegato. La partita - nella quale Italia, Grecia e i paesi Visegrad hanno fatto squadra - resta però in salita. «Non possiamo fare miracoli», è stata la frenata di Von der Leyen. La proroga del regime temporaneo degli aiuti di Stato - vedi l'intesa sul dl bollette - resta l'unica misura concessa nel brevissimo periodo. Roma, ovviamente non demorderà, e potrebbe giocare su un doppio tavolo: quello della flessibilità e quello del bilancio Ue.
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