Il personaggio.

Debora Caprioglio: «Ma che meraviglia l’Isola dei suoi tanti teatri» 

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Sbarca nell’Isola, sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 organizzata dal Cedac Sardegna, “Plaza Suite”, la fortunata commedia di Neil Simon nella traduzione di Roberta Conti. Sul palco Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio, insieme a Gianluca Delle Fontane, Andrea Bezzi e Giulia Galizia per la regia di Ennio Coltorti. Debutto in prima regionale giovedì 22 gennaio alle 21 al Teatro Civico Gavì Ballero di Alghero.

Debora Caprioglio, è pronta per la prima di Alghero?

«Non vedo l’ora. Ormai sono anni che d’estate frequento la Sardegna. Preferisco giugno o settembre, perché c’è meno folla. Con il mio compagno affittiamo una casa a Santa Teresa di Gallura, è un posto che amo molto perché si respira aria di paese, uno può andare a prendere il caffè con calma come si faceva una volta. E poi il mare e il clima sono meravigliosi, torno a casa completamente ricaricata».

Alghero, Ozieri, Meana Sardo, Sanluri.

«Sono molto curiosa. La Sardegna mi accoglie sempre con molto affetto, ed è bello che ci siano piccoli centri che hanno i loro teatri, all’interno dei quali ospitano anche produzioni nazionali. Credo sia giusto far arrivare il teatro ovunque, e a me piace scoprire dei luoghi lontani dai circuiti turistici. È un doppio scambio: io porto il teatro e in cambio posso visitare luoghi che non conoscevo».

“Plaza Suite” ha al centro una stanza d’albergo. Forse il vero personaggio della storia.

«“Plaza Suite” è una commedia molto elegante, dove si ride per i tempi comici e per le situazioni che si creano. La forza di Simon sta proprio nel raccontare delle cose che sono degli evergreen, in tre episodi: una coppia stanca, un produttore di Hollywood che invita nella sua suite una vecchia compagna di scuola, e infine la classica sposa che scappa all'ultimo minuto. La stanza è sempre la stessa. Io per lavoro frequento alberghi da oltre la metà della mia vita, e mi sono sempre domanda: chissà cosà è successo in queste camere? Perché per una notte o due quella diventa un po’ anche casa tua, no? Se le mura potessero parlare, chissà che cosa ci racconterebbero…».

Lei interpreta tutti e tre i ruoli femminili.

«Sì, e questa è stata la vera sfida. Nel film, così come nelle precedenti edizioni, a interpretare questi ruoli erano sempre state tre attrici differenti. Quando mi hanno chiamato ho chiesto “bene, ma quale faccio delle tre?” e invece mi hanno detto “veramente le fai tutte e tre tu”. All'inizio confesso che ero un po’ spaventata, perché sono tre donne molto diverse a partire dall’età; poi, siccome amo le sfide, mi sono messa a lavorare con grande impegno. Alla fine, ammetto che è stato anche divertente, e lo è tutt'ora».

Sicuramente una bella sfida.

«Siamo al terzo anno di repliche, quindi vuol dire anche una grande gratificazione. Non posso non ringraziare il pubblico che viene a teatro a vederci e i circuiti che decidono di metterlo a cartellone».

Tre anni di repliche, però, significa anche che il teatro è, per fortuna, ancora molto vivo.

«Stiamo vivendo un progresso tecnologico molto rapido. In primis, c'è l'intelligenza artificiale che per certi versi sarà molto utile; per altri, come tutte le cose, bisognerà prenderla con i guanti. All’estero molti attori sono spaventati dall’impatto che potrà avere sulla televisione e il cinema; ma questo, io credo, in teatro non potrà mai accadere, perché è l'unico luogo dove può andare chi vuol vedere un artista dal vivo. Il teatro è stata la prima forma d’arta a nascere, e sarà l’ultima a morire quando ci estingueremo».

Cosa la aspetta nel prossimo futuro?

«Ho un monologo su Artemisia Gentileschi e “Callas d’incanto”, sulla vita della famosa cantante lirica. Poi, l’anno prossimo, ci sarà un altro progetto che stiamo mettendo insieme a Corrado. Ormai siamo una coppia di fatto del teatro».

Dopo la prima regionale, lo spettacolo è in programma venerdì 23 gennaio, alle 21, al Teatro civico Oriana Fallaci di Ozieri, sabato 24 gennaio (sempre alle 21) al Teatro San Bartolomeo di Meana Sardo. Infine, domenica 25 gennaio (alle 20.30) al Teatro Comunale Akinu Congia di Sanluri.

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