La riforma.

Ddl caccia, Leone XIV in difesa «del creato» 

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Due pregiudiziali di costituzionalità bocciate nella prima mattinata, un richiesta di far decadere il testo respinta alla riapertura dei lavori nel pomeriggio e 900 emendamenti. Questo il muro alzato dalle opposizioni nell'Aula del Senato contro il ddl caccia.

Il testo a firma del capo dei senatori FdI Lucio Malan, che riforma le legge in tema datata 1992, punta a riconoscere l'attività venatoria come «utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi», aumentando così il numero di animali cacciabili e le aree di caccia consentite. Una prospettiva che ha fatto scattare le proteste dei partiti di opposizione e delle associazioni ambientaliste - dal Wwf a Legambiente - che denunciano un possibile rischio per la sicurezza pubblica e per la tutela della fauna selvatica. Preoccupazioni che hanno spinto la Lipu a scrivere una nota a papa Leone XIV. «Una questione di grande rilevanza sociale e morale», scrive il Pontefice in una lettera di risposta, assicurando che non mancherà di promuovere «il rispetto e la tutela del creato».

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