Ci è voluto un po’ di tempo. Ieri sera l’eclissi è tornata: parziale, con una copertura del disco solare tra il 64 e l’80% in città, mentre in alcune zone d’Europa il sole è sparito del tutto, per la prima volta da più di vent’anni. L’ultima volta che la luna ha abbracciato il sole sopra Cagliari era l’agosto del 1999, e la terra sembrava un altro pianeta. Non esisteva né Facebook né Instagram, e nessuno avrebbe mai pensato di poter fotografare un’eclissi con qualcosa che non fosse una macchina fotografica. Il telefono di allora aveva l’antenna e gli sms potevano essere mandati solo ad utenti dello stesso gestore. Google era da poco nato in un garage californiano e quasi nessuno avrebbe potuto digitare “dove la vedo meglio” su un motore di ricerca.
Gli appostamenti
Dalla città e dall’hinterland famiglie, giovani e adulti si sono radunati nei punti panoramici per assistere allo spettacolo. Ma ieri il cielo su Cagliari è rimasto coperto per tutto il giorno. In viale Buoncammino cresceva l’ansia delle persone che attendevano l’eclissi che avrebbe oscurato il capoluogo. C’era chi si è attrezzato di treppiede e obiettivo, chi si è accontentato del solo telefonino puntato al cielo e anche chi indossava gli occhialini certificati, andati a ruba in questi giorni. Tutti però, col viso al cielo, guardavano soprattutto le nuvole. Maria Marcialis aspettava con un filo di rammarico: «Ho letto che questo era uno dei punti in cui si vedeva meglio, e un po’ mi dispiace vederlo nuvoloso: non è un evento che capita tutti i giorni. Ma chissà, abbiamo un po’ di pazienza, qualcosa si sta aprendo». Chi si era organizzato per tempo, come Giovanni, aveva messo in conto anche l’imprevisto meteo. «L’unica incognita erano le nuvole», racconta, con occhiali e protezione per l’obiettivo pronti da giorni. «Aspettavo questa eclissi dal ‘99, l’anno in cui è nato mio figlio. Sono appassionato di foto, cercavo qualcosa di bello da immortalare». Qualcuno alle sue spalle scherza già sul cielo: «La prossima volta andiamo nelle Filippine». Risposta pronta: «Tranquillo, anche lì la nuvola ci segue».
Lo spiraglio
Poi, verso le 20, è successo: uno spiraglio si è aperto tra le nubi, giusto il tempo necessario. Per alcuni minuti Cagliari ha visto la sagoma della luna addentare il bordo del sole, prima che la stella sprofondasse dietro i palazzi, portandosi via lo spettacolo. Francesco, occhiali alla mano, è riuscito a vederlo. «Abbiamo visto la gobba della luna che copriva il sole», racconta. «Non era il punto migliore, ed è durato pochissimo ma è stato un bello spettacolo». Chi gli occhialini ce li aveva, in realtà, poteva considerarsi fortunato: a Cagliari, nelle ultime ore prima dell’evento, trovarli era diventata un’impresa.
Tutto esaurito
In città gli ottici hanno esaurito le scorte in poche ore. «Non se ne trovano più in città», raccontano da Eurottica, in via dei Giudicati. «Non ci aspettavamo che partecipasse così tanta gente: chi non li ha trovati ha rischiato di guardare il sole senza protezione, con danni possibili alla retina». Stessa scena in un altro negozio di ottica della città, dove gli occhiali sono spariti nel giro di due giorni. E alla ferramenta Casula il telefono ha squillato senza sosta, «la gente cercava lenti da saldatore, io ho avvisato che non andavano bene ma le hanno volute comunque», mentre da Photo Express, in via Is Mirrionis, il titolare Salvatore Serra conta almeno 40 chiamate in un giorno: «Non eravamo pronti, e nemmeno i fornitori hanno fatto pubblicità per tempo: il boom è scoppiato solo ieri, troppo tardi per rifornirsi».
Le iniziative
Quello vissuto a Cagliari si è ripetuto, con variazioni di orario e percentuale di copertura, in Italia e in Europa: da Nord a Sud il Paese ha alzato gli occhi verso ovest per assistere all’eclissi parziale, mentre più a nord, in Groenlandia e Islanda la fascia di totalità ha regalato al continente il buio totale in pieno giorno, il primo in Europa dal 1999. In Sardegna, oltre a Cagliari, diversi gruppi di astrofisici e appassionati di astronomia hanno organizzato punti di osservazione da Gairo a Castelsardo. Tra questi, in tanti hanno scelto Sant’Antioco: al Carolina Ranch si è tenuta una serata di osservazione guidata dal direttore scientifico del Planetario de L’Unione Sarda, Manuel Floris.
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