La storia

Dall’Australia ad Aritzo «Ma la Regione ci esclude dagli aiuti» 

«Contributo negato, ho più di 40 anni» Appello alla Todde: cambi i criteri 

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Si inasprisce il dibattito attorno alla recente misura attuata dalla Regione per contrastare lo spopolamento, con un incentivo di 30.000 euro agli under 40 che decidono di riabitare i paesi. Si sente penalizzato Marco Frau, 50 anni, di Aritzo, che dopo 20 anni trascorsi a in Australia, lo scorso luglio ha deciso di tornare in Barbagia insieme alla moglie e ai tre figli di 10, 8 e 4 anni. L’imprenditore, con un passato da ristoratore e mastro casaro in un’importante azienda di Melbourne, ha lanciato un appello alla governatrice «affinché ci sia un riesame dei limiti di età per coloro che rientrano in Sardegna».

«Avevo deciso di tornare»

Quelle di Frau sono righe colme di delusione e malinconia: «Abbiamo lasciato in Australia una vita costruita con anni di sacrifici e lavoro per offrire ai nostri figli la possibilità di crescere nella terra delle loro origini», ha scritto l’imprenditore, con un passato da allevatore nei pascoli del Gennargentu. Ma è proprio attorno alla misura dei 30mila euro che Frau ha raccontato una serie di interminabili disagi: «Ho scoperto con profonda amarezza che la nostra famiglia risulterebbe esclusa perché io e mia moglie abbiamo superato i 40 anni». Frau esprime ansie e timori per il proprio futuro e quello dei familiari: «Mi domando - aggiunge - di come sia possibile che una Regione che dichiara di voler combattere lo spopolamento non consideri una famiglia con tre figli piccoli che ha concretamente scelto di tornare a vivere in un paese come Aritzo».

La sua non è una polemica ma l’invito a cambiare rotta. «Non contesto - afferma Frau - l’importanza di sostenere i giovani sotto i 40 anni, ma ritengo profondamente penalizzante escludere famiglie come la nostra senza tenere conto del numero dei figli, del rientro dall’estero e del contributo concreto al futuro delle comunità locali».

«Me ne andrò di nuovo»

E dopo gli entusiasmi iniziali per il ritorno a casa, con l’abbraccio dell’anziana madre e i fratelli, Frau sta già pensando al ritorno oltre Oceano: «Se dopo tutti i sacrifici affrontati per riportare la mia famiglia in Sardegna, dovessi continuare a non sentirmi ascoltato, sostenuto e tutelato dalle istituzioni, prenderò in considerazione la possibilità di tornare in Australia».

Una scelta estrema, ma non impossibile quella del 50enne che sogna una produzione di formaggi di qualità nei luoghi lasciati da giovanissimo: «A casa disponiamo del passaporto australiano che ci consente di entrare nel Paese senza alcun limite. Non si tratta di una minaccia, ma della sincera preoccupazione di un padre che deve garantire stabilità e opportunità ai propri bambini».

Richiesta esplicita

Frau non manca di lanciare la sfida agli uffici di Viale Trento e chiedere una «motivazione scritta delle ragioni che hanno portato a escludere le famiglie con genitori di età superiore ai 40 anni».

Proposta

A margine della lettera non mancano le proposte per invertire la tendenza. Spiccano il riesame del requisito anagrafico dei 40 anni, la valutazione di una deroga per le famiglie con figli minori rientrate dall’estero durante il 2026. E così l’introduzione di criteri che valorizzino il numero dei figli e il contributo demografico effettivo al ripopolamento delle zone interne.

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