Cabras.

«Dalla droga si può uscire» 

Il nuovo servizio del Comune per aiutare i tossicodipendenti 

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Piuttosto che «aiuto», ci tiene a chiamarlo «ponte». Un ponte verso la salvezza. «Noi ci proviamo, non possiamo più stare a guardare e basta». Sono le parole di Laura Celletti, assessora ai Servizi Sociali del Comune di Cabras, che dal suo ufficio annuncia l’attivazione imminente di un servizio rivolto a chi fa uso di stupefacenti. A chi non riesce ad uscire dal tunnel della droga. Un esperimento che partirà a dicembre.

Il progetto

Si chiamerà “Spazio indipendente”. Un modo per far capire l’intimità di quel momento che ci sarà tra il cittadino che ha deciso di chiedere aiuto e le due persone pronte ad ascoltarlo: una psicologa e un educatore. Lontano da occhi indiscreti. Per due giorni a settimana sarà attivo un numero che il Comune renderà pubblico a breve e che servirà per prenotare l’appuntamento.

Ma non solo. «All’ingresso del Comune – spiega l’assessora – verrà installata una teca dove sarà possibile lasciare un messaggio. Non tutti, infatti, riescono ad avere la forza o il coraggio di alzare il telefono e chiedere un appuntamento. A quel punto, se il cittadino lascerà un numero di telefono, sarà ricontattato. La teca potrà essere utilizzata anche per fare delle segnalazioni da parte della famiglia, amici o semplici conoscenti di chi fa uso di stupefacenti».

Il fenomeno

Un progetto, unico in provincia di Oristano, pensato in seguito alle recenti operazioni delle forze dell'ordine, che hanno evidenziato la presenza del fenomeno del traffico e dello spaccio di stupefacenti sul territorio. «Purtroppo nel nostro paese il fenomeno è presente da tempo e coinvolge sia i minori che gli adulti – spiega l’assessora – È inutile far finta di nulla. Non proviamo a negare la realtà, vediamo cosa succederà». L’assessora poi aggiunge: «Anche nel mio ufficio sono entrate mamme preoccupate per i loro figli e l’aiuto in questi casi è esteso a tutto il nucleo familiare». Per il 2027 il Comune di Cabras ha stanziato 13mila euro, risorse che serviranno per pagare le due professioniste.

«Un ponte»

Il servizio servirà per ascoltare le persone che non riescono a uscire dal mondo della droga e indirizzarle sulla strada giusta. «Sarà un ponte che potrà aiutarle – spiega ancora l’assessora – A mio avviso ora necessario. Il Comune vuole dare le giuste informazioni sulla strada da seguire. Non tutti, per esempio, sanno che ad Oristano esiste il Serd, la struttura sanitaria pubblica e gratuita del servizio sanitario nazionale contro le dipendenze dalla droga. Non tutti conoscono le tappe da seguire per disintossicarsi e imboccare la strada della salvezza. Noi ci siamo, noi ci proviamo».

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