C’è un nuovo fiocco rosa al nido dell’ospedale Santissima Trinità, ma la sua storia non è come tutte le altre. La bimba è venuta al mondo ieri pomeriggio, alle 13:49, nell’auto di famiglia, proprio davanti al padiglione L di via Is Mirrionis, a pochi metri dall’ingresso del reparto di Ostetricia.
La donna, alla sua prima gravidanza, è arrivata nel parcheggio accompagnata dal nonno della piccola. Arrivavano da una località vicino a Carbonia, un viaggio lungo poco più di un’ora che si è concluso in modo inaspettato. Le contrazioni si sono intensificate rapidamente, lasciando pochissimo tempo per raggiungere il reparto. Il tempo di fermare la vettura e chiedere aiuto, poi la felice nascita.
Un parto improvviso, che avrebbe potuto trasformarsi in un’emergenza ma che, grazie all’intervento tempestivo dell’equipe medica e sotto gli occhi emozionati di mamma e nonno, si è rivelato un vero e proprio miracolo. «In pochi minuti l’abitacolo si è trasformato in una sala parto improvvisata», racconta Eleonora Coccollone, direttrice del reparto di ostetricia e ginecologia del Santissima Trinità. La bambina è venuta alla luce poco dopo, in un clima di grande emozione, professionalità e sangue freddo. «È stato un parto bellissimo», fanno sapere dall’ospedale.
In prima linea ad assistere la madre sono state le ostetriche Marta Cabras e Isabella Carrozzo, il medico Graziella Secchi, la pediatra Simona Casano, l’infermiera pediatrica Gemma Fois e le anestesiste Manuela Furcas e Roberta Zara. Un intervento corale, rapido e coordinato, che ha permesso di gestire al meglio quello che viene definito «un parto precipitoso».Dopo i primi controlli effettuati sul posto, madre e figlia sono state accompagnate all’interno del reparto di Ostetricia per le cure e gli accertamenti di routine.
«Le condizioni di mamma e neonato sono buone – fa sapere la dottoressa Coccollone, – . L’evento del parto precipitoso, sempre più raro anche alla luce della bassa natalità, è stato comunque meraviglioso e ha messo in evidenza l’importanza della flessibilità e della preparazione del personale sanitario, che deve essere preparato alle emergenze anche quando si verificano in luoghi insoliti».
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