Dietro le sbarre del carcere minorile di Quartucciu si incrociano storie di fragilità e cadute, ma anche percorsi capaci di riaprire le porte del futuro. Un esempio è la storia di Luca, nome di fantasia, finito in cella per un reato grave ma che è riuscito a ritrovare la rotta grazie allo studio, diplomandosi poche settimane fa in un istituto tecnico di Monserrato con un ottimo voto. Tanto che ora vuole iscriversi all’università: «Non posso che dire grazie a chi mi ha aiutato e mi ha spinto per raggiungere questo obiettivo. Mi piacerebbe andare avanti con gli studi e laurearmi». Un risultato ottenuto grazie alla sua volontà, certo. Ma anche alla proficua collaborazione tra le istituzioni.
La storia
Inizialmente lo sconforto sembrava infatti aver spento ogni speranza, come diceva Luca a Ottavio Perseu, pedagogista esperto nell’istituto penale di Quartucciu: «Non riuscirò mai a prendere il diploma stando in carcere», il suo mantra. A monte dell’arresto c’era una vita apparentemente normale, segnata in realtà da un profondo disagio e da un cortocircuito sociale e relazionale. Tuttavia, l’intervento degli Uffici di servizio sociale per i minorenni ha permesso di ricostruire il suo profilo, evidenziando che prima della misura cautelare il ragazzo frequentava l’ultimo anno delle superiori ed era tra i più brillanti della classe.
L’impegno
Gli operatori del carcere hanno scelto di non gettare al vento questa opportunità, come spiega Ottavio Perseu: «Non potevamo perdere una occasione così importante per lui. Era impensabile interrompere un percorso del genere». È stata contattata una scuola di Monserrato, la cui dirigente ha permesso ai docenti di svolgere lezioni e verifiche direttamente nell’istituto penale. L’impegno del giovane lo ha portato all’ammissione alla maturità con la media dell’otto. Il ragazzo ha sostenuto gli esami nella sede scolastica insieme agli altri studenti: «È stato uno dei pochi a svolgere la traccia sulla Costituente, scrivendo un tema davvero profondo».
Il riscatto
La maturità si è concluso con il brillante voto di 83 su 100. Una docente della commissione ha commentato: «Il ragazzo ha fatto un esame eccezionale. Ci ha conquistati tutti, ha sostenuto una prova impeccabile, preciso, profondo, preparato. Un vero gioiello. Mi ha regalato uno dei momenti più belli della mia carriera da insegnante, rendendomi felice e profondamente orgogliosa». Oggi il giovane è stato inserito in un percorso di messa alla prova e Ottavio Perseu ribadisce il valore del risultato: «È pensiero comune che chi finisce tra le mani della giustizia non abbia la possibilità di riscattarsi. Invece non è assolutamente così. Con l’aiuto e la collaborazione tra le istituzioni, si possono raggiungere questi traguardi».
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