La voliera di Cea Romana, nel territorio di Villasalto, diventa un laboratorio internazionale per la tutela dei grifoni. Una ventina di esperti europei è arrivata in Sardegna per studiare da vicino il progetto Life Safe for Vultures e le buone pratiche adottate nell’Isola: dall’ambientamento degli animali al monitoraggio satellitare, fino alla rete dei carnai e agli interventi per rendere più sicure le linee elettriche.
Efficacia
Un sistema che funziona, perché la popolazione è sensibilmente cresciuta: come confermato da Fiammetta Berlinguer dell’Università di Sassari, all’inizio del primo progetto Life, nel 2015, in Sardegna c’erano circa 30 coppie e meno di 100 esemplari, dopo dieci anni si è arrivati a 500 individui e 110 coppie e adesso è indicata una presenza compresa tra 516 e 566 grifoni.
L’arrivo
I nuovi esemplari, arrivati dalla Spagna, saranno liberati in autunno. Prima verranno dotati di trasmettitori satellitari, strumenti indispensabili per seguirne gli spostamenti, raccogliere informazioni sul comportamento e individuare eventuali minacce. L’area di Cea Romana, dove Forestas ha realizzato la grande struttura di ambientamento e il punto di alimentazione, è uno dei tasselli principali del piano per riportare stabilmente la specie nel Sarrabus-Gerrei, territorio nel quale il grifone era presente storicamente. «È stato fatto un lavoro straordinario di rinforzo popolazionale e conservazione», ha spiegato José Tavarez, della Vulture Conservation Foundation.
In tutta l’Isola
Non si tratta più di una popolazione concentrata soltanto nel nord-ovest dell’Isola: anche nel sud-est, grazie al lavoro avviato a Villasalto, si sta formando un nuovo nucleo. Il ritorno del rapace ha anche un valore ecologico: il grifone contribuisce allo smaltimento naturale delle carcasse.
Il progetto, coordinato dall’Università di Sassari con Forestas, Corpo forestale, E-Distribuzione e Vulture Conservation Foundation, punta ad ampliare l’areale della specie e a ridurre i rischi: avvelenamenti, collisioni ed elettrocuzione sulle linee elettriche. «Sono ancora oggi problemi importanti», ha ricordato Dionigi Secci, funzionario Forestas.
Un impegno che restituisce al territorio uno “spazzino naturale”, che si rivela prezioso anche per gli allevamenti.
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