«Se io fossi in Zaia, quello che farei, da molti anni a questa parte, è mandare a casa Salvini. Ma è uno che chiacchiera molto e agisce poco». Lo ha detto ieri a Milano il leader di Azione Carlo Calenda, commentando le indiscrezioni circolate di recente su un incontro tra Marina Berlusconi e Luca Zaia. «Da quanto tempo si dice “se ci fosse una lega a guida Zaia”? Almeno sei o sette anni», ha dichiarato il senatore centrista ed ex ministro a margine di un appuntamento dedicato ala festa dell'Europa: «Il problema è che poi Zaia si occupa essenzialmente di prosecco. Sono tanti anni che si dice “adesso però”... Facesse quello che deve fare».
Proseguendo nel ragionamento, Calenda ha anche affermato che «l’Italia è un paese in cui i riformisti del Pd sono contrari a quello che dice il Pd ma rimangono nel Pd. Zaia è contrario a Salvini ma rimane nella Lega e non insidia Salvini, la Meloni è irritata da Salvini ma rimane irritata e non fa niente. È un Paese pieno di retorica e di gente che non fa mai quello che dice». All'appuntamento in piazza a Milano c'era anche l'eurodeputato del Pd Giorgio Gori: «Io gli voglio bene», ha concluso Calenda, «credo che sia nel posto sbagliato, ma credo che questo lo sappia anche lui».
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