Guspini.

Da Arcuentu a Is Sennoreddas, l’Unione Comuni del Linas stoppa gli impianti fotovoltaici  

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Prima i ministeri dell'Ambiente e della Cultura, poi lo Sportello unico per le attività produttive e l’edilizia del Linas. Sono i «no» arrivati per due maxi progetti per la produzione di energie alternative che avrebbero stravolto per sempre due gioielli del territorio: l’area sottostante il vulcano spento di Arcuentu e l'oasi di Is Sennoreddas. Ora anche il Suape dell'Unione dei Comuni Monte Linas-Dune di Piscinas ha espresso parere negativo sul progetto per la realizzazione di un parco agrivoltaico galleggiante sul bacino idrico di Is Sennoreddas, nel territorio di Guspini.

L’ex cava

Il progetto prevedeva la trasformazione dell'ex cava in un bacino per la coltivazione ittica a fini turistico-sportivi, accompagnato da strutture turistiche di servizio, ma anche in un impianto di produzione di energia elettrica flottante attraverso i pannelli fotovoltaici. Alla base dell'esito negativo, oltre che la vocazione agricola dell'area, è il fatto che nei dintorni esistono siti con vincoli archeologici di rilievo. La zona è letteralmente circondata da importanti testimonianze: i menhir Perdas Longas, il nuraghe Urradili e una villa romana con terme e acquedotto che si trovano a poche centinaia di metri dal sito dell’impianto per il quale si vuole ottenere l’autorizzazione.

Due ministeri

Stop anche al maxi impianto fotovoltaico a ridosso del Monte Arcuentu. Il ministero dell'Ambiente ha espresso parere negativo sul progetto di “AgriSardegna”. L'area interessata era di 150 ettari, prevedeva 146mila pannelli per un totale 102 megawatt di potenza, con accumulo da 90 e 180 megawatt, assieme a decine di container di batterie e undici chilometri di cavi. Il progetto, se fosse stato realizzato, avrebbe messo a rischio gli habitat e varie tipologie di uccelli, fra cui la gallina prataiola. Fa notare Leonardo Cannas, della Soprintendenza: «Le criticità rilevate sono legate alla presenza del fiume Gora Su Mulinu, e poi ci sono quelle relative ai beni di interesse archeologico sottoposti a tutela. I siti non sono idonei perché ricadono entro la fascia di sette chilometri da aree protette da vincoli archeologici». Il progetto è stato bocciato anche dal ministero della Cultura in considerazione della vicinanza a siti nuragici: uno in località Coddu sa Ceroxina, l'altro a soli 85 metri di distanza dalla Tomba dei Giganti di Terra Moi.

Le reazioni

Il sindaco Marco Pala, anche a seguito delle decisioni, tiene il punto: «Nelle conferenze è stata ribadita la nostra posizione, già chiaramente espressa attraverso la richiesta di sospensione del progetto. Oggi sono confermati i pareri negativi della Soprintendenza e dell'Ufficio del paesaggio, un risultato che tutela il futuro del territorio e della nostra vocazione agraria». Soddisfazione per le decisioni dei ministeri è stata espressa da Davide Fadda, del Presidio permanente del popolo sardo: «La riteniamo una vittoria frutto di una lotta tenace e competente della popolazione. Il Presidio permanente, fin dal primo momento ha evidenziato l'incompatibilità di questo progetto in un laghetto che è diventato un'oasi naturalistica, trasformato in un punto di interesse turistico e ricettivo. Abbiamo inoltre, e l’abbiamo fatto da subito, denunciato le molteplici anomalie e criticità della procedura adottata, che rischiavano di comprometterne l'esito».

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