La visita.

«Cultura e sport per valorizzare le periferie» 

La commissione parlamentare a Pirri e a Sant’Elia: fondamentale la collaborazione 

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Valorizzare le periferie attraverso la cultura, lo sport e la rigenerazione urbana. È l’obiettivo della Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie, in visita a Cagliari per conoscere da vicino le realtà della città metropolitana. Nello specifico, l’iniziativa di ieri ha riguardato i quartieri di Santa Teresa a Pirri e Sant’Elia. Hanno partecipato al tour il presidente della commissione d’inchiesta, Alessandro Battilocchio (Forza Italia) con la presidente della Fondazione Charlemagne, Stefania Mancini, che ha dato il via al progetto in collaborazione.

Il programma

La visita nell’Isola è stata programmata in occasione della Giornata nazionale delle periferie urbane del 24 giugno. La prima tappa è stata a Pirri, nel centro Exmè Domus de Luna, sede operativa e di progettazione per interventi di prevenzione per i giovani e le famiglie in difficoltà. «Ci saranno 300 iniziative in tutta Italia», spiega Battilocchio, «con la Commissione periferie abbiamo visitato tutte le 14 città metropolitane e svolto circa 40 missioni esterne, Cagliari compresa». La precedente visita, infatti, risale allo scorso settembre, quando la delegazione andò anche in piazza del Carmine. «In quell’occasione», prosegue, «abbiamo avuto modo di parlare con l’amministrazione comunale, con il prefetto, con il questore e con le realtà del terzo settore. Sono in corso tante opere in questa città, come i percorsi di recupero e di riqualificazione. Restano tuttavia problemi. Per esempio, lo scorso settembre parlammo dell’uso di stupefacenti. Ci sono poi le periferie sociali, non solo geografiche. Si sta facendo tanto, ma la strada è ancora lunga. Sono certo che si saprà valorizzare la sinergia e la collaborazione tra le istituzioni e tutte le realtà del territorio».

«Vogliamo attivare una consapevolezza esterna», dice Stefania Mancini della Fondazione Charlemagne, «per supportare progetti nel territorio e stimolare le istituzioni locali. A livello italiano, la Fondazione Domus de Luna è stata una delle migliori dieci, per cui siamo nel posto giusto».

La parrocchia

Dopo l’incontro con i volontari di TiAbbraccio e la passeggiata in via Sanna per conoscere da vicino la realtà e gli abitanti del quartiere, la visita è proseguita a Sant’Elia. «Saremmo dovuti andare anche a settembre, purtroppo non riuscimmo coi tempi», racconta Battilocchio. Ad accogliere la commissione c’era il parroco, padre Saverio Fabiano, davanti alla chiesa con vista sul mare. «Dobbiamo focalizzarci sulla rigenerazione», afferma il sacerdote, «non dobbiamo guardare solo alle ferite, ma anche alle risorse. Io sento le istituzioni molto vicine. Mi rendo conto però che non basta la rigenerazione di un edificio, c’è bisogno della continuità e noi possiamo fare da ponte con la comunità». Sempre a Sant’Elia, la delegazione ha visitato anche l’oratorio della parrocchia che offre ai giovani del quartiere – circa una cinquantina – un luogo di riferimento sia per lo studio sia per attività ricreative e culturali. La giornata si è conclusa con il pranzo in un’attività cooperativa nata da un progetto di recupero attraverso la ristorazione e ispirata al modello dei “Buoni e cattivi”. «Il compito della nostra commissione», ha concluso il presidente Battilocchio, «sarà quello di fare un bilancio anche delle iniziative messe in campo. Quello che chiediamo è la continuità e la sostenibilità dei progetti. È indispensabile il coinvolgimento delle comunità locali, solo così si potrà cambiare davvero».

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